Italia
Duemila euro per l'auto dimenticata
Francesca Gori
Rimossa dai vigili e scomparsa, il Comune rimborsa il proprietario
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GROSSETO. Massimiliano Bertini la sua auto l'ha rivista dopo quasi un anno. E insieme a quella vecchia utilitaria, rimossa dai vigili e dimenticata in un deposito per mesi, ora ha anche ottenuto il risarcimento dal Comune per tutte le spese sostenute. Duemila euro, nemmeno un centesimo in più. I soldi che Bertini ha tirato fuori di tasca per riprendere la sua Clio. Utilitaria che tra l'altro è ora anche più vecchia di un anno. Massimiliano Bertini aveva lasciato l'auto parcheggiata in via Tarquinia durante una partita del Grosseto. La polizia municipale l'aveva rimossa, legittimamente. Ma i guai erano cominciati subito dopo, perché l'agente si era dimenticato di inserire il numero di targa dell'auto nel database del comando. Bertini quel 20 novembre era allo stadio, in campo c'erano il Grosseto e l'Albinoleffe. Ma il giorno dopo, quando il quarantatreenne è tornato in via Tarquinia a riprendere la sua auto, la vecchia Clio non c'era più. Bertini andò al comando della municipale per sapere se l'avevano rimossa, ma un agente gli aveva risposto che no, l'auto non era in deposito. Allora, convinto che gliel'avessero rubata, era andato a sporgere denuncia ai carabinieri. Passano i giorni, le settimane e i mesi. E a ricordarsi di quella vecchia Clio nera è il computer del comando. Tre mesi dopo, a casa di Bertini è arrivata la multa per divieto di sosta. La vecchia Clio è spuntata fuori, come per magia. Ma nel frattempo Bertini, di auto ne aveva dovuta comprare un'altra e oggi si trova con due utiliarie parcheggiate sotto casa e con duemila euro di rimborso che il Comune, probabilmente la prossima settimana, verserà sul conto del quarantatreenne. La storia degna della penna di Kafka nella quale è finito Bertini, è alla fine. L'uomo, d'accordo con il suo avvocato, ha deciso di trovare un accordo con il Comune per chiudere la faccenda senza trascinare i vigili nell'aula di un tribunale. «Più volte ho incontrato il comandante della municipale Felice Carullo - spiega l'avvocato Allessandro Sorace - che, una volta letti gli atti, ha capito che il pasticcio era stato fatto proprio al comando». Un errore, nulla di più. Al quale se ne è sommato un altro, questa volta del proprietario del deposito dove il Comune aveva sistemato l'auto rimossa da via Tarquinia. Dall'officina non era infatti arrivata alcuna segnalazione sulla presenza di quell'auto. Il Comune quindi, non pagherà all'officina le spese di deposito ma restituirà a Bertini duemila euro. «Ci aspettavamo la liquidazione di quella cifra prima dell'estate - aggiunge l'avvocato - quando abbiamo trovato quell'accordo con il Comune». Ma invece che essere deliberata dalla commissione comunale, come succede quando l'amministrazione deve pagare i risarcimenti per gli infortuni e gli incidenti fino a cinquemila euro, i duemila euro che finiranno nelle tasche di Bertini hanno avuto bisogno dell'approvazione della giunta nonostante che la municipale, dal canto suo, l'errore lo aveva riconosciuto subito. Al comando avevano scritto nero su bianco in un documento poi consegnato al protagonista di quest'assurda vicenda che la sua auto semplicemente non era stata registrata nel file dei veicoli rimossi. Il comandante non ha fatto spallucce, ma ha subito attivato tutte le ricerche possibili per capire come mai quell'auto rimossa da via Tarquinia era poi letteralmente sparita. E Massimiliano Bertini, che non si è voluto accanire contro il Comune ma si è accontentato del rimborso delle spese sostenute ora si trova a dover pagare dell'altro: la rottamazione di una delle due utilitarie e la riattivazione della vecchia assicurazione. Senza che nessuno, almeno ufficialmente, si sia scusato con lui.
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