Il Tirreno

Grosseto

Chiusone, un milione contro la frana

G.Bal.

Sta per partire un nuovo intervento di consolidamento tra la strada di Termine e il percorso pedonale di Rodevacche

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 ROCCASTRADA. Sono passati 42 anni ma per Roccastrada è una ferita sempre aperta. Nel cuore della terra e nella testa delle centinaia di cittadini che nel marzo del 1969 furono costretti a lasciare le loro case. Il Dilombo, come chiamano qui la rovinosa frana del Chiusone, è stato messo in sicurezza un po' alla volta. Una mezza dozzina di interventi, molto costosi - l'ultimo tra il 2003 e il 2007.  Ieri sono stati illustrati, nella sala del consiglio, durante un'affollata conferenza, i lavori che verranno svolti nei prossimi mesi, un ulteriore consolidamento della zona. Progettisti e amministratori del Comune hanno descritto ai cittadini i dettagli del secondo stralcio delle opere - avviate nei giorni scorsi - per un importo complessivo di oltre un milione di euro, interamente finanziati dal Ministero dell'Ambiente tramite la Regione Toscana. Non sono mancate le domande, le critiche, gli appunti, anche perché stavolta si interviene vicino alle abitazioni con il rischio, concreto, che qualche movimento si possa registrare.  I tecnici hanno messo le mani avanti. Si prevedono, nella peggiore delle ipotesi, cedimenti nell'ordine di 2 cm e mezzo. Il Comune svolgerà un monitoraggio continuo. Un ex tecnico del Genio Civile di Grosseto, Alessandro Farnesi, che fece parte, negli anni Ottanta, del gruppo che progettò e segui uno dei primi interventi di consolidamento, ha denunciato l'abbandono di quelle vecchie opere di bonifica. A Roccastrada circa 150 famiglie continuano a convivere con lo spauracchio di un nuovo smottamento, una spada di Damocle geologica.  Dopo la frana del 1969 ci vollero 10 anni per ridare un alloggio definitivo alle persone evacuate. Per ricreare un nuovo equilibrio geologico non sono bastati i successivi trenta. I lavori di consolidamento del dilombo, per la verità, iniziarono subito, ma solo negli ultimi 10 anni hanno avuto un'accelerazione per l'impegno dell'ex sindaco Leonardo Marras e per la generosità di Ministero e Regione, che dal 2000 ad oggi hanno speso oltre 5 milioni.  Questo ennesimo intervento - opere di drenaggio, regimazione e captazione delle acque - sarà realizzato nella zona compresa tra la strada vicinale consorziata di Termine ed il percorso pedonale di Rodevacche, che collega il quartiere della Fonte con il Portoncino (via Mercurio). Seguirà, come detto, un'attenta campagna di monitoraggio per verificare la stabilità di tutto il versante. Solo dopo il Comune potrà chiedere all'Autorità di Bacino la deperimetrazione dell'area di frana con conseguenze positive anche in relazione alla revisione degli strumenti urbanistici.

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