Lutto
DAL FOOD AL FUTURO
Un salto di qualità per la nostra "industria"
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Migliaia di presenze. Buyers da mezzo mondo. L'eccellenza della Maremma in vetrina. Maremmafoodshire è stato un successo per il territorio e per chi crede che l'enogastronomia sia la migliore ambasciatrice della nostra terra. E meglio ancora andrà a maggio, quando vino e "food" saranno riuniti in un'unica settimana dedicata al gusto. Però adesso serve il salto di qualità di un intero territorio. Perché l'assaggio del pecorino dell'Amiata da acquolina in bocca, la fettina di salame e la "grattugiata" di bottarga di Orbetello sugli spaghetti non restino solo un bel momento conviviale fra buongustai e turisti. Un salto di qualità in due direzioni. La prima legata al turismo. Perché chi viene in Maremma per deliziare pancia e palato trovi anche un circuito del golf organizzato, percorsi nei luoghi degli Etruschi (magari dopo averli riportati almeno alla decenza, a partire da Roselle), nei luoghi artistici e in mezzo alla natura, regate veliche o un pomeriggio nei centri termali. E magari trovi anche qualche altro albergo con una buona disponibilità di camere, quelli grandi e accoglienti si contano ancora sulle dita di una mano. La seconda legata alle infrastrutture. Perché siamo i primi a ritenere che il tracciato proposto da Sat per l'autostrada sia una schifezza. Ma sarà bene che le legittime proteste non finiscano per bloccare di nuovo un progetto che serve alla Maremma. Lo stesso dicasi per il Polo logistico: lo si faccia a Braccagni, al Madonnino o nella Piana di Scarlino. Ma lo si faccia in fretta, con un po' di coraggio da amministratori decisi. Perché se per turisti e abitué del fine settimana la Maremma è l'occasione per assaporare ricotta, funghi o un cantuccio del Corsini, bere un buon vino e poi tornarsene nelle proprie città, per questa terra l'enogastronomia è un'industria. La principale della Maremma. E senza strade, ferrovie, containers e porti l'industria non si può fare. (g.fior.)
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