Sicurezza
Muore commerciante di 58 anni
È morto dopo due giorni di agonia il commerciante di 58 anni che sabato pomeriggio si era sparato alla testa mentre era in casa con la madre in uno stabile di piazza Volturno. Troppo gravi le lesioni cerebrali riportate dopo lo sparo per riuscire a sopravvivere
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È morto dopo due giorni di agonia il commerciante di 58 anni che sabato pomeriggio si era sparato alla testa mentre era in casa con la madre in uno stabile di piazza Volturno. Troppo gravi le lesioni cerebrali riportate dopo lo sparo per riuscire a sopravvivere. L'uomo, conosciutissimo in città per la sua attività, si è chiuso in camera, ha preso la pistola e ha fatto fuoco: un colpo solo alla testa.
È stata l'anziana madre, che in quel momento si trovava nell'altra stanza, a dare l'allarme alla centrale del 118. «La situazione clinica - spiegavano inquirenti e medici - è gravissima». La speranza derivava dal fatto che il proiettile, un calibro 22, fosse entrato ed uscito dopo lo sparo. L'uomo, che dal racconto dei familiari stava attraversando un monento «particolarmente difficile», non avrebbe lasciato messaggi per spiegare il suo gesto. L'unica cosa che trapela dagli inqurienti è che si fosse trasferito nella casa dei genitori a Grosseto e che fosse in cura da qualche tempo.
La dinamica adesso appare chiarissima, l'unico dubbio degli inquirenti, a tutt'oggi, riguarda la provenienza della pistola. L'arma, infatti, una calibro 22, non sarebbe registrata e l'uomo sarebbe sprovvisto del porto d'armi. Non è escluso che la pistola possa averla avuta in prestito o che l'abbia acquistata chissà dove.
È stata l'anziana madre, che in quel momento si trovava nell'altra stanza, a dare l'allarme alla centrale del 118. «La situazione clinica - spiegavano inquirenti e medici - è gravissima». La speranza derivava dal fatto che il proiettile, un calibro 22, fosse entrato ed uscito dopo lo sparo. L'uomo, che dal racconto dei familiari stava attraversando un monento «particolarmente difficile», non avrebbe lasciato messaggi per spiegare il suo gesto. L'unica cosa che trapela dagli inqurienti è che si fosse trasferito nella casa dei genitori a Grosseto e che fosse in cura da qualche tempo.
La dinamica adesso appare chiarissima, l'unico dubbio degli inquirenti, a tutt'oggi, riguarda la provenienza della pistola. L'arma, infatti, una calibro 22, non sarebbe registrata e l'uomo sarebbe sprovvisto del porto d'armi. Non è escluso che la pistola possa averla avuta in prestito o che l'abbia acquistata chissà dove.
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