Il Tirreno

Grosseto

Già il vino 2011 sarà Doc Maremma

Stefano Fabbroni
<b>DOC MAREMMA.</b> Enzo Rossi, Leonardo Marras e Gianni Lamioni
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DOC MAREMMA. Enzo Rossi, Leonardo Marras e Gianni Lamioni

La denominazione subito utilizzabile: «Un'occasione per aziende e territorio»

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 GROSSETO. MaremmaFoodShire, che si è chiuso ieri sera con un grande successo di pubblico e di... affari, è stata l'occasione anche per presentare la Denominazione di origine controllata per i vini del territorio, la nuova Doc Maremma che già da questa vendemmia sarà possibile mettere in etichetta. La denominazione apre una nuova era per il settore vitivinicolo e rappresenta l'elemento strategico di valorizzazione enogastronomica.  Questo è il risultato raggiunto - in seguito all'approvazione decisa dal Comitato nazionale vino dello scorso aprile a cui seguirà, a dicembre, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - da Provincia e Camera di Commercio che ne hanno illustrato i contenuti nel corso di una conferenza stampa, alla quale erano presenti anche i responsabili delle associazioni di categoria del settore - Coldiretti, Cia, Confagricoltura - ed alcuni imprenditori locali.  «Siamo entrati - ha detto il presidente della Provincia, Leonardo Marras - in una nuova realtà, sia per i produttori vinicoli che per gli stessi venditori e consumatori. Già da questa vendemmia sarà possibile scrivere in etichetta Doc Maremma Toscana che prenderà ufficialmente il posto della denominazione Igt Toscana. È un grande risultato per il settore vitivinicolo provinciale, comunque in evoluzione se si pensa che, negli ultimi dieci anni, sono sorti circa 7 mila nuovi ettari di vigneto, un centinaio di cantine e cinquecento nuovi posti di lavoro. Questo successo è frutto della sinergia tra enti locali e privati e di una grande opera di marketing territoriale».  Il rigido disciplinare prevede una diminuzione del 20% della quantità di produzione delle uve in quintali per ettaro - dopo un aumento delle stesse dal 2005 al 2010 del 10% - a vantaggio di una migliore qualità riconosciuta dalla "conversione" in Doc Maremma Toscana.  «La provincia di Grosseto produce, al momento, circa 600 mila quintali di uve dichiarate dalle imprese, che scenderà a circa 480 mila e, per effetto del disciplinare, il 40% di queste potrà essere già dichiarato Doc Maremma Toscana. Per quest'ultima la resa per ettaro è stata abbassata a 70 quintali, una delle più basse in Toscana». Questo consentirà alle imprese di aprirsi verso un mercato sempre più caratterizzato da prodotti specializzati e non di nicchia, partendo dalle Docg Morellino e Montecucco e sfruttando la Doc Maremma laddove non trovano spazio le Doc come Bianco di Pitigliano, Sovana, Capalbio, Monteregio, Ansonica dell'Argentario e Parrina.  «Abbiamo voluto fortemente questo risultato - ha detto Gianni Lamioni, presidente della Camera di Commercio - la Doc Maremma Toscana rafforzerà sensibilmente il rapporto tra prodotto e territorio, senza dimenticare la grande soddisfazione già espressa dalle nostre imprese».

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