Attenzione
Ex Mabro, arriva l'ufficiale giudiziario
Royal Tuscany Fashion Group e Abbigliamento Grosseto ancora ai ferri corti. Ieri ancora l'ennesima giornata convulsa nella sede dell'azienda delle vestaglie azzurre
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Royal Tuscany Fashion Group e Abbigliamento Grosseto ancora ai ferri corti. Ieri ancora l'ennesima giornata convulsa nella sede dell'azienda delle vestaglie azzurre. Pomo della discordia il pagamento della merce del magazzino che Royal Tuscany ha ceduto, a febbraio, alla nuova proprietà. In giornata è arrivato l'atto di pignoramento firmato dal giudice.
Da una parte la svendita degli abiti del magazzino, che è iniziata questo fine settimana, dall'altra l'accordo, che è in dirittura ma ancora non arriva, tra la vecchia proprietà di Mabro, Royal Tuscany Fashion Group, società in liquidazione, e l'Abbigliamento Grosseto che riguarda proprio il pagamento della merce del magazzino che Royal Tuscany ha ceduto, a febbraio, alla nuova proprietà. La cifra che manca all'appello della società guidata da Invitti e Di Pietrantonio dovrebbe aggirarsi sui 350mila euro. Soldi che dovevano essere versati nelle casse di Royal Tuscany attraverso l'80% del ricavato della svendita straordinaria. Un accordo siglato qualche tempo fa che però è stato rivisto da qualche giorno. Abbigliamento Grosseto ha alzato la percentuale al 100%. Ma questo non ha fermato l'ufficiale giudiziario che oggi, come era nell'aria già da giovedì scorso quando si è svolta l'udienza davanti al giudice fallimentare, è andato in azienda e ha notificato un provvedimento di sequestro conservativo di beni mobili e immobili, un provvedimento finalizzato a mettere al sicuro gli incassi della svendita in modo che finiscano per coprire il debito di Abbigliamento Grosseto nei confronti di Royal Tuscany.
La svendita prosegue quindi proprio per realizzare quegli introiti che servono e che andranno nel concordato. Ma quell'ingiunzione rappresenta una nuova pressione su Abbigliamento Grosseto. L'obiettivo, dunque, è fare chiarezza, e urgentemente, e non certamente bloccare la svendita che va a beneficio anche dei creditori.
Da una parte la svendita degli abiti del magazzino, che è iniziata questo fine settimana, dall'altra l'accordo, che è in dirittura ma ancora non arriva, tra la vecchia proprietà di Mabro, Royal Tuscany Fashion Group, società in liquidazione, e l'Abbigliamento Grosseto che riguarda proprio il pagamento della merce del magazzino che Royal Tuscany ha ceduto, a febbraio, alla nuova proprietà. La cifra che manca all'appello della società guidata da Invitti e Di Pietrantonio dovrebbe aggirarsi sui 350mila euro. Soldi che dovevano essere versati nelle casse di Royal Tuscany attraverso l'80% del ricavato della svendita straordinaria. Un accordo siglato qualche tempo fa che però è stato rivisto da qualche giorno. Abbigliamento Grosseto ha alzato la percentuale al 100%. Ma questo non ha fermato l'ufficiale giudiziario che oggi, come era nell'aria già da giovedì scorso quando si è svolta l'udienza davanti al giudice fallimentare, è andato in azienda e ha notificato un provvedimento di sequestro conservativo di beni mobili e immobili, un provvedimento finalizzato a mettere al sicuro gli incassi della svendita in modo che finiscano per coprire il debito di Abbigliamento Grosseto nei confronti di Royal Tuscany.
La svendita prosegue quindi proprio per realizzare quegli introiti che servono e che andranno nel concordato. Ma quell'ingiunzione rappresenta una nuova pressione su Abbigliamento Grosseto. L'obiettivo, dunque, è fare chiarezza, e urgentemente, e non certamente bloccare la svendita che va a beneficio anche dei creditori.
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