Sicurezza
Ancora fumata nera sullaccordo con Royal Tuscany. La mega svendita non si blocca
Ex Mabro, arriva l'ufficiale giudiziario
Enrico Pizzi Francesca Gori
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NUBI NERE. Su Abbigliamento Grosseto Ingiunzione di pignoramento ad Abbigliamento Grosseto per 350mila euro
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GROSSETO. Royal Tuscany Fashion Group e Abbigliamento Grosseto ancora ai ferri corti. Ieri l'ennesima giornata convulsa nella sede dell'azienda delle vestaglie azzurre. Pomo della discordia, ancora una volta, è il pagamento della merce del magazzino che Royal Tuscany ha ceduto, a febbraio, alla nuova proprietà. In giornata è arrivato l'atto di pignoramento firmato dal giudice. Da una parte la svendita degli abiti del magazzino, che è iniziata questo fine settimana, dall'altra l'accordo, che è in dirittura ma ancora non arriva, tra la vecchia proprietà di Mabro, Royal Tuscany Fashion Group, società in liquidazione, e l'Abbigliamento Grosseto che riguarda proprio il pagamento della merce del magazzino che Royal Tuscany ha ceduto, a febbraio, alla nuova proprietà. La cifra che manca all'appello della società guidata da Invitti e Di Pietrantonio dovrebbe aggirarsi sui 350mila euro. Soldi che dovevano essere versati nelle casse di Royal Tuscany attraverso l'80% del ricavato della svendita straordinaria. Un accordo siglato qualche tempo fa che però è stato rivisto da qualche giorno. Abbigliamento Grosseto ha alzato la percentuale al 100%. Ma questo non ha fermato l'ufficiale giudiziario che oggi, come era nell'aria già da giovedì scorso quando si è svolta l'udienza davanti al giudice fallimentare, è andato in azienda e ha notificato un provvedimento di sequestro conservativo di beni mobili e immobili, un provvedimento finalizzato a mettere al sicuro gli incassi della svendita in modo che finiscano per coprire il debito di Abbigliamento Grosseto nei confronti di Royal Tuscany. La svendita prosegue quindi proprio per realizzare quegli introiti che servono e che andranno nel concordato. Ma quell'ingiunzione rappresenta una nuova pressione su Abbigliamento Grosseto. L'obiettivo, dunque, è fare chiarezza, e urgentemente, e non certamente bloccare la svendita che va a beneficio anche dei creditori. Serve solo avere maggiori certezze su dove va il denaro in cui si trasforma la merce. Denaro che però finisce tutto per pagare il debito nei confronti di Royal Tuscany e che non permette a Barontini per il momento di beneficiare di un po' di liquidità. Abbigliamento Grosseto quindi, resta in apnea, Royal Tuscany, cerca di respirare. La svendita intanto sta avendo successo, almeno stando alle parole di Silvano Franchi, responsabile commerciale della Compagnia Mercantile Lana e Cotone che sta curando lo smaltimento del magazzino. Franchi non scende nel dettaglio delle cifre, ma è soddisfatto di quanto realizzato nel primo fine settimana. «È andata secondo le previsioni, molto bene - dice - anche se ci ha un po' penalizzato il caldo, visto che vendere cappotti quando fuori ci sono 31 gradi è un po' difficile». I clienti che sono arrivati al Factory Store anche da fuori provincia sono stati tantissimi. «Bisogna ringraziare - aggiunge - il livello qualitativo del marchio Mabro se la gente si muove anche da lontano per venire a fare spese qui». Una festa a metà. L'arrivo dell'ufficiale giudiziario ha fatto suonare ancora il campanello d'allarme nelle rsu che sono state convocate ieri pomeriggio da Barontini. Una riunione fiume, per decidere il da farsi e scongiurare un altro autunno caldo.
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