Il Tirreno

Grosseto

Si spara davanti alla madre

F.Laz.
<b>TENTATO SUICIDIO.</b> Il palazzo di piazza Volturno. Accanto l&#146;elisoccorso
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TENTATO SUICIDIO. Il palazzo di piazza Volturno. Accanto l’elisoccorso

Commerciante in fin di vita, giallo sulla pistola

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 GROSSETO. Si è chiuso in camera, ha preso la pistola e ha fatto fuoco: un colpo solo alla testa. È stata l'anziana madre, che in quel momento si trovava nell'altra stanza, a dare l'allarme alla centrale del 118. Dal primo pomeriggio di ieri l'uomo, 57 anni, commerciante con un negozio appena fuori dal centro è ricoverato in condizioni disperate nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Le Scotte di Siena dov'è arrivato in elicottero.  «La situazione clinica - spiegano inquirenti e medici - è gravissima. La sua fortuna è stata quella che il priettile, essendo di piccolo calibro, sia entrato ed uscito. Ma è ovvio che nel caso in cui riuscisse a sopravvivere dovrebbe convivere con dei danni cerebrali importanti che ancora non sappiamo quantificare».  L'uomo, che dal racconto dei familiari stava attraversando un monento «particolarmente difficile», non avrebbe lasciato messaggi per spiegare il suo gesto. L'unica cosa che trapela dagli inqurienti è che si fosse trasferito nella casa dei genitori a Grosseto e che fosse in cura da qualche tempo.  Per tutto il pomeriggio la polizia scientifica è rimasta nell'appartamento al secondo piano di uno dei palazzi che abbracciano piazza Volturno per effettuare i rilievi. L'unico dubbio degli inquirenti, almeno per il momento, riguarda la provenienza della pistola. L'arma, infatti, una calibro 22, non sarebbe registrata e l'uomo sarebbe sprovvisto del porto d'armi. Non è escluso che la pistola possa averla avuta in prestito o che l'abbia acquistata chissà dove.  «Dal numero di serie - tagliano corto gli investigatori - potremmo risalire all'origine della pistola».  Gli agenti della squadra volanti hanno ascoltato sia i vicini che la madre dell'uomo per chiarire la dinamica del tentato suicidio e il contesto nel quale ha preso forma.  La donna, ancora sotto choc, ha ripercorso con gli agenti la mattinata in compagnia del figlio fino alle 13,30 quando dalla camera ha sentito un rumore. «Sono andata nella'altra stanza e ho visto che cosa era successo e ho chiamato i soccorsi». Poi la corsa a Siena e l'attesa di familiari e amici.

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