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Grosseto

L'insegnante di sostegno? In ritardo e "dimezzato" La rabbia di un genitore

Sara Landi
L'insegnante di sostegno? In ritardo e "dimezzato" La rabbia di un genitore

La provincia di Grosseto è cenerentola in Italia E con l'avvio delle lezioni ecco i problemi annunciati

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 GROSSETO. È iniziato in salita l'anno scolastico per un bambino della quarta elementare di via Rovetta, che al suono della prima campanella è tornato in classe ma non ha trovato l'insegnante di sostegno che lo aveva seguito nei due anni precedenti. Il supplente infatti arriverà solo domani.  Adecidere di rendere pubblico il caso, malgrado la parziale buona notizia della nomina del supplente avvenuta due giorni fa, è il padre del bambino.  «Voglio fare la premessa che non ce l'ho assolutamente con gli insegnanti né con il dirigente scolastico, perché hanno sempre fatto tutto il possibile per mio figlio - racconta il padre - ma ci sono diversi aspetti gravi in questa vicenda e sono problemi politici rispetto a cui non posso restare senza fare niente. Il bambino, che ora ha dieci anni e ha già ripetuto un anno di scuola, è seguito per i suoi problemi da un insegnante di sostegno fin dal primo anno di scuola - dice il padre - e ha visto cambiare continuamente gli insegnanti di sostegno in barba alla continuità perché nessuna legge la garantisce. Con l'ultima aveva sviluppato un feeling eccezionale, ma cosa succederà adesso con chi la sostituirà?».  «Mio figlio - va avanti il padre, col tono di voce sempre più accorato - dovrebbe essere protetto dalla legge 104, è l'Asl a certificarlo, ma i tagli della Gelmini hanno ridotto la scuola dell'obbligo a una scuola di serie Z».  Oltre al miraggio della continuità didattica infatti c'è il problema dell'orario in cui il bambino dispone dell'affiancamento con l'insegnante di sostegno. «È un'indecenza: mio figlio quattro anni fa aveva 22 ore di sostegno e adesso ne avrà solo 11 che nell'arco di una settimana di lezione non sono praticamente nulla».  David si sente solo in questa battaglia: «A parte quelle poche mamme che sono amiche di mia moglie - osserva - avverto mancanza di solidarietà da parte degli altri genitori. Questo benché della presenza dell'insegnante di sostegno accanto a mio figlio benefici di fatto tutta la classe. Qualsiasi iniziativa vorremo intraprendere ci troveremo da soli a combattere».  Sulla vicenda abbiamo sentito il dirigente del quinto circolo didattico che comprende il plesso di via Rovetta. Giuseppe Bartali conferma l'arrivo da domani del supplente e spiega che cosa è successo. «C'è stato un ritardo nella comunicazione da parte del provveditorato agli studi di Palermo perché la cattedra aveva un suo titolare e si è liberato il posto all'ultimo - spiega Bartali - La necessità di procedere alla nomina del supplente e i tempi tecnici di queste operazioni hanno comportato che questi prenda servizio solo da domani ma lo abbiamo spiegato ai genitori». Quanto al problema del numero di ore del sostegno Bartali spiega che nella scuola di via Rovetta è rispettato «il rapporto ministeriale che è di 1 a 2 per cui ci deve essere un insegnante di sostegno ogni due bambini con disabilità». Ma non nega che «in passato quando la scuola aveva più risorse questo rapporto era di 1 a 1» per cui ogni bambino che aveva diritto al sostegno aveva il suo insegnante per un orario molto più esteso. In passato, purtroppo.

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