Il Tirreno

Grosseto

Le due centraline al Casalone e di via Senese dovevano essere spostate: al loro posto alberghi e case

Impianti Enel, dal Tar ok al Comune

Francesca Ferri
<b>L&#146;AVVOCATO E L&#146;ASSESSORE </b>Giovanni Gori e (a destra) Enzo Turbanti
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L’AVVOCATO E L’ASSESSORE Giovanni Gori e (a destra) Enzo Turbanti

L'azienda aveva fatto ricorso contro le previsioni del Piano strutturale

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 GROSSETO. Si spiana la strada per la rimozione di due cabine dell'Enel che si trovano al Casalone e lungo la Senese. Dopo sei anni di battaglia legale avviata da Enel e Terna - gestore della rete di alta tensione - contro il Comune di Grosseto, il Tar dà ragione al Municipio.  Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale è datato 2005. L'allora amministrazione di centro destra aveva appena approvato il Piano strutturale, il "babbo" del Regolamento urbanistico, che prevedeva anche una serie di interventi di tutela ambientale. Fra questi, spostare fuori città due cabine dell'Enel: l'impianto accanto al parcheggio dell'ippodromo al Casalone e quello sulla Senese, accanto al McDonald's. Prevedeva anche di far interrare i cavi nella zona della nuova questura, in particolare un chilometro di cavi ogni 4 Megawatt installati.  Gli interventi dovevano essere fatti da Enel e Terna, ciascuna per le sue competenze. In cambio, i tavoli di concertazione che hanno preceduto il Piano e ai quali avevano partecipato anche rappresentanti delle due società, avevano stabilito una sorta di contropartita. Le aree dei due impianti sarebbero, infatte, diventate residenziali così da aumentare il valore del terreno a vantaggio delle due società.  Al Casalone, la cabina avrebbe lasciato spazio a 50 appartamenti; sulla Senese, si sarebbe costruito un albergo da 100 posti. L'interramento dei cavi doveva seguire, invece, alla costruzione di un impianto eolico a Batignano.  «Il mio sogno - spiega l'ex assessore Enzo Turbanti, sotto il cui governo è nato il Piano strutturale, poi adottato dall'amministrazione Bonifazi - era togliere le cabine elettriche dalla città. È inutile parlare di ecologia e ambiente e se non si fanno interventi contro l'elettromagnetismo. Inizialmente Enel e Terna sembravano d'accordo, ma poi al momento di firmare gli accordi di programma con Regione e Provincia, cambiarono idea. E a quel punto rimasi solo; gli ambientalisti, che dovrebbero avere a cuore queste questioni, si eclissarono».  Le due aziende presentarono delle osservazioni per modificare il Piano e ottennero che la rilocalizzazione delle cabine non fosse più data per "fatta", ma solo per "possibile". Un'altra osservazione riguardava la perequazione: il Comune la prevedeva quale metodo ordinario, ma secondo Enel e Terna era illegittima, tant'è che si dovette specificare la cessione di due ettari di terreno ad Enel per traslocarci l'impianto.  Il Piano fu approvato con queste modifiche, ma non è bastato. Enel e Terna hanno lo stesso fatto ricorso al Tar. I giudici fiorentini, però, hanno dato ragione al Comune, rappresentato dall'avvocato Giovanni Gori. Perché? In parte la versione del Piano strutturale oggetto del ricorso era stata superata dalle versioni approvate successivamente. Quanto al parco eolico, fu subito bocciato perché la zona ha il vincolo paesaggistico. Insomma, tutto è cambiato. Per il resto, il Tar non ha ravvisato un danno per Enel e Terna. Anzi.  Cosa succede a questo punto? Il Piano strutturale è oggi superato dal Regolamento urbanistico. Bisognerà però aspettare che sia adottato - il Comune deve ancora fare le sue controdeduzioni alle osservazioni inviate da cittadini ed enti - per sapere quali interventi si potranno fare al Casalone e sulla Senese. E se le cabine saranno davvero spostate lontano dalle case.

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