Il Tirreno

Grosseto

Abolire le Province serve a poco I tagli lineari non riducono gli sprechi

<strong>MARCO SABATINI.</strong> Vicepresidente della Provincia di Grosseto
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MARCO SABATINI. Vicepresidente della Provincia di Grosseto

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La cancellazione delle Province, al centro del dibattito politico di questi giorni, non solo non coglierà l'obiettivo, da tutti condiviso, di ridurre gli sprechi e rendere più efficiente la macchina dello stato semplificando l'azione amministrativa, ma anzi mira a ridurre i livelli di democrazia e di rappresentanza territoriale. In un quadro generale di riassetto dello Stato, non è sicuramente tagliando i livelli delle istituzioni che sono parte integrante della storia democratica del nostro Paese che si riducono gli sprechi e si contiene la spesa, mentre il "taglio lineare" delle province, soprattutto se dovesse prescindere dai parametri dell'estensione territoriale e della popolazione, altrettanto sicuramente farà grossi danni ai territori rispetto a questioni fondamentali. La pianificazione, la manutenzione delle strade, il trasporto pubblico locale, l'ambiente, l'agricoltura, le scuole, infatti vanno gestite sempre più coordinando queste politiche a livello di area vasta e per questo appare paradossale proporre l'eliminazione di province come quella di Grosseto che già rappresentano un'area vastissima essendo più grande delle province di Lucca, Pistoia, Massa Carrara, e due volte Prato messe insieme.  Un esempio calzante e attualissimo è il progetto SAT sull'Autostrada e l'azione di coordinamento fatto dall'amministrazione provinciale nei confronti dei comuni.  Limitandosi alla nostra regione, forse occorrerebbe quindi riflettere meglio sull'impatto che potrebbe avere la gestione Firenze-centrica su questioni così delicate che richiedono soluzioni molto spesso calate sulle specificità dei territori.  Disponibili quindi ad una seria riforma che porti a ridiscutere funzioni e competenze per rendere più efficace ed efficiente la macchina e migliorare quindi l'impatto delle nostre azioni sulla cittadinanza, purché coinvolga tutti i livelli istituzionali e il groviglio di enti pubblici ad oggi esistenti. Assolutamente contrari ad abbassare il livello di democrazia e rappresentanza. E se proprio c'è da far cassa, perché non cominciare dal tagliare le spese militari? Oppure quelle previste per opere faraoniche ma poco utili ai territori e allo sviluppo del paese, o quelle destinate alle scuole private e al business della sanità privata? E perché in questo paese non si può parlare di una riforma fiscale che sposti il peso del prelievo sui patrimoni e le rendite finanziarie senza essere accusati di approccio ideologico? Marco Sabatini Tiziano Baldanzi Valentino Bisconti amministratori Provincia di Grosseto Sinistra Ecologia Libertà

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