Il dolore
Una manovra senza rilancio
Le critiche dei giovani industriali: «Sere più coraggio»
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GROSSETO. Esprimono preoccupazione i Giovani Imprenditori di Confindustria Grosseto per la manovra approvata dal Governo. «Una manovra - osserva Roberta Francioli, presidente GI Grosseto - in cui non sono presenti riforme economiche e strutturali e che rischia di far naufragare il paese». «Servono decisioni coraggiose troppo a lungo rimandate. La politica non può e non deve rincorrere solo un consenso immediato, ma deve avere la capacità di pensare al futuro, per le nuove generazioni e per il paese». Le istituzioni costano più del doppio della media delle democrazie europee, i privilegi dei politici sono inaccettabili: sono necessari segnali di rigore e serietà - dicono -. «Quello che chiedono a gran voce, anche a livello nazionale, i Giovani Imprenditori di Confindustria, sono progetti seri ed interventi, prima possibile, su: il recupero di risorse dal patrimonio pubblico per abbattere il debito; il dimezzamento dei costi della politica, portandoli sulla media delle altre democrazie europee; la certezza del diritto e tempi della giustizia; l'innalzamento dell'età pensionabile, legandola all'aspettativa di vita; la riduzione dei contributi che pesano sulle buste paghe di tutti i lavoratori e riducono la competitività del nostro sistema». «Anche a livello locale, i GI apprezzano molto progetti come quello della Regione Toscana, Giovani Si!, che prevede lo stanziamento di 130 milioni di euro in 3 anni per la promozione dell'autonomia dei giovani ma che purtroppo non basta». «I tagli effettuati dal Governo centrale stanno già riversandosi sui cittadini, con un aumento dell'imposizione fiscale, una riduzione dei servizi a disposizione, ma, soprattutto, la mancanza di progetti concreti per la crescita». «Siamo disposti a dare il nostro contributo, ad accettare anche sacrifici, come imprenditori e come cittadini, ma chiediamo manovre incisive e credibili, che possano farci guardare oltre la crisi contingente, per un futuro in cui lo sviluppo e la crescita siano la priorità delle azioni di governo».
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