Sicurezza
Tassare i turisti? La tentazione c'è
Sara Landi
La Regione lo permette, i sindaci alle prese con la crisi non lo escludono
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GROSSETO. La commissione del consiglio regionale dà il primo via libera alla possibilità anche per i Comuni non capoluogo di provincia di introdurre la tassa di soggiorno. E si riapre il dibattito in Maremma su questa tassa. Molti no senza se e senza ma vengono confermati. Ma sempre più sindaci si dimostrano possibilisti e aperti a valutare modalità di applicazione della tassa. Nel fronte del no resta saldamente il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi. «Malgrado tutti i giorni ci cambino le carte in tavola - osserva Bonifazi - restiamo sulla linea della non adozione della tassa perché colpirebbe le strutture ricettive in un momento in cui il nostro turismo ha già delle criticità». Assolutamente contrario si dichiara anche il sindaco di Pitigliano Dino Seccarecci: «Non l'abbiamo mai presa in considerazione e mai lo faremo». Un no bipartisan perché ad essere contrari sono anche i sindaci del Giglio (vedi altro servizio, ndc.) e di Monte Argentario Arturo Cerulli. "Non la applicheremo assolutamente - dichiara Arturo Cerulli - perché sarebbe una cattiva pubblicità per il territorio». Il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani conferma l'orientamento della sua giunta contro la tassa di soggiorno, ma si rivela possibilista per il futuro. «Dobbiamo tenere conto - dice Farnetani - che nel frattempo sono intervenute sia la manovra che la manovra bis; quindi all'inizio dell'anno in fase di definizione del bilancio di previsione 2012 non è detto che non venga valutata questa soluzione». Il sindaco di Scansano Sabrina Cavezzini rimanda alla consultazione con la giunta qualunque decisione in merito anche se «personalmente - ammette - la vedo remota come possibilità». A Gavorrano fa i suoi distinguo il sindaco Massimo Borghi: «In via di principio siamo nettamente contrari - spiega - perché siamo per lo sviluppo del turismo e aumentare i prezzi non fa certo bene. Vedremo però il da farsi se a causa dei tagli saremo costretti ad adottarla per far quadrare i bilanci. La novità è che finora era una cosa solo teorica mentre ora ci riguarda più da vicino e se ne può discutere. Purtroppo questi sono gli effetti del federalismo municipale». Spostandosi nell'interno c'è scetticismo tra i sindaci di Roccastrada e Massa Marittima. «Non l'abbiamo ancora presa in considerazione da un punto di vista delle disposizioni tecniche - dice Giancarlo Innocenti - ma credo che ci porterebbe ben poco come entrate quindi credo che manchino i numeri e i flussi turistici per applicarla». «La tassa di soggiorno possono permettersela le realtà turistiche forti - osserva Lidia Bai - Nelle realtà più deboli potrebbe disincentivare il flusso turistico e diventare controproducente. È uno strumento di cui occuparsi eventualmente con molta cautela, soprattutto in una realtà come quella massetana».
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