Il dolore
Meozzi dice basta, volontari divisi
Alfredo Faetti
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Alduvica MeozziBufera nella Cri, il commissario: sono dimissionaria e non mi ricandido E intanto partono i provvedimenti disciplinari nei confronti dei dissidenti
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SCARLINO. Sono partiti i procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dei volontari della Cri di Scarlino entrati in aspettativa contro Alduvinca Meozzi. E le altre componenti del comitato, seziona femminile e pionieri, sono chiare: «noi vogliamo Meozzi, altrimenti pronti a lasciare». Ma il commissario scarlinese, in ogni caso, è arrivato all'epilogo della sua avventura in Cri. «Sono dimissionaria - dice - e in ogni caso non mi ricandiderò». Però vuole riportare la situazione (il comitato al momento è commissariato) alla normalità prima di farsi da parte. «È una vicenda interna alla Cri, che può essere risolta solo dalle istituzioni dell'associazione». Già, perchè per capire cosa sta succedendo a Scarlino dobbiamo entrare all'interno della Cri, del suo funzionamento, fatto di volontari, regole, burocrazia e gerarchie. «Vogliamo spiegare com'è fatta la Cri ma non scarlinese, quella nazionale» dice Meozzi, seduta con Mirio Rabazzi, commissario provinciale e adesso anche scarlinese dei volontari, Loredana Masini, commissario della sezione femminile, e Simone Massi, in rappresentanza dei pionieri. E la Cri è fatta di regolamento e codice etico, «a cui ci siamo sempre attenuti», dice il commissario, «mentre altri no», riferito ai volontari. Una delle regole che è stata infranta è quella del rispetto delle gerarchie. «Qui c'è sempre stato un padre-padrone che non ha mai capito qual'era il suo ruolo». Il riferimento è a Daniele Tosoni, il quale, a detta di Meozzi, «ha trascinato con ostinazione tutti in questo clima da far west». Ci sono degli aneddoti: Tosoni e gli altri volontari hanno «impedito lo svolgimento del servizio ai pionieri», racconta Massi, e non sono mai andati d'accordo con la sezione femminile, la quale dubita anche dell'esistenza del cd nel quale viene registrata un'offesa delle volontarie a quelli in rivolta. «Se verrà mandata via Meozzi, - tuona Masini - sia noi che i pionieri siamo pronti a trasferirci in un altro comitato». Ma c'è un altro aneddoto sulla insoburdinazione dei volontari. «Quando io diedi le dimissioni dopo essermi candidata a sindaco - racconta Meozzi - Tosoni, allora commissario dei volontari, trattò direttamente con l'amministrazione il passaggio della sede allo Scalo, causando molte polemiche». Il commissario si difende anche dalle accuse: per quanto riguarda le spese, spiega che ci sono degli atti amministrativi da rispettare, così come sul caso profughi del Veliero, in cui occorreva segnalare le problematiche ai superiori, e non agire di testa propria.
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