Il dolore
Il nostro obiettivo è ripartire
Guido Fiorini
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DIRETTORE. Giancarlo Capecchi Giancarlo Capecchi: «I progetti ci sono. E io ci sarò»
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GROSSETO. "Ne resterà soltanto uno" dice Christopher Lambert in Highlander, l'ultimo immortale. E alla fine per Giancarlo Capecchi sarà così. A lui può crollare il mondo attorno, ma state sicuri che su quell'ultimo piedistallo di roccia ci sarà lui. In qualche modo, ma ci sarà. Certo il momento è difficile. TeleTirreno chiude, i dipendenti hanno avuto la lettera di licenziamento ma, dopo lo "switch off", il passaggio per la nostra zona dall'analogico al digitale, dalle ceneri potrebbe risorgere un'altra tv, magari in sinergia con un'emittente sarda del gruppo Barbagli, ma capace di trasmettere al tempo stesso sul digitale e sul satellite. «Ci sono dei progetti editoriali del mio gruppo - ci dice il direttore, di ritorno da Siena - e, per quanto ho capito, lui (Piero Barbagli, ndr) è ottimista, è fiducioso. Ci sono buone possibilità di ripartire in modo concreto e di riformare un gruppo di lavoro qui a Grosseto, attorno a me. Questo è solo un passaggio». Intanto, però, sono arrivate le lettere di licenziamento. Sono 36 in tutta la Toscana, solo in parte all'emittente grossetana: «Ci sono problemi economici, inutile negarlo. Però i dipendenti sono stati sempre pagati, hanno avuto il loro stipendio, li abbiamo tutelati fino in fondo. La crisi, in qualche modo, ha pesato anche per noi, per un calo della pubblicità, e anche per tanti che l'hanno fatta e ora non la pagano perché non ci riescono. Ma il gruppo vuole andare avanti. Non per nulla proprio stamani (ieri, ndr) sono state depositate le domande per avere le frequenze per il digitale, compresa quella per TeleTirreno. E non va dimenticato che abbiamo comunque il satellite, che porta la Maremma nel mondo». Come pensate di ripartire, dopo il 23 novembre? «A quanto ho capito dall'editore, si pensa a una sinergia con un'emittente sarda del gruppo, per andare sia sul satellite che sul digitale. Contiamo di avere una risposta positiva per le frequenze, altrimenti troveremo un altro sistema». E i dipendenti? «Il mio primo pensiero è per loro. Spero di ripartire e di ricreare un gruppo di lavoro qui a Grosseto, mi sto spendendo per questa soluzione. Dovranno essere intelligenti e capire il momento delicatissimo. Del resto anche il gruppo ha interesse a tenere in piedi questa realtà, che è solida e molto funzionale. Basti pensare che siamo i concessionari unici per la Toscana per Rai, Mediaset, Sky e La7. Tutto quanto va a loro dal territorio passa per noi». C'è anche un "piano B", se il bando non andasse in modo positivo? «Di una cosa la Maremma deve stare sicura: io ci sarò. E ci sarà comunque un presidio della nostra emittente a promuovere e raccontare questo territorio come abbiamo fatto per anni. Il digitale, del resto, ci consente di trasmettere anche da un'altra zona, ma questa è solo l'ipotesi più remota. Stiamo lavorando per ripartire con un progetto innovativo, non certo per chiudere».
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