Guerra tra contrade Lo sfottò di Borgo fa arrabbiare i rivali
Fiora Bonelli
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CASTEL DEL PIANO. Un cartello ironico, con su scritto «dalla parata alla paresi», preparato dai contradioli del Borgo, vincitori del palio 2011 a Casteldelpiano, manda in fibrillazione i i rivali e lascia anche costernati quelli del Borgo. Una gaffe madornale dei rosaviola, anche se involontariamente, a causa di "una coincidenza", come spiega il capitano del Borgo Alessandro Pasqui. Tutto nasce dalla consuetudine di preparare per l'avversario, striscioni, cartelli, messaggi che contengono giochi di parole, rime, sfottò, anche pesanti, ma generalmente accettati dalle contrade. Invece stavolta si è passato il segno, dicono al Monumento, perché quel cartello, lasciato nella contrada di Campogrande conteneva la scritta: «Dalla parata alla paresi» e davanti alla contrada, purtroppo, un contradaiolo che è in passato è stao capitano, era stato colto di recente, dalla malattia evocata nel cartello. Per cui quelli del Monumento attaccano il Borgo con accuse di poca sensibilità, e richiamano i rosaviola, in particolare il capitano Pasqui a scegliere meglio i bersagli, le modalità e i contenuti degli attacchi. Ma il capitano vuole spiegare bene a tutti cosa sia successo, parla di coincidenza, afferma che «non c'è affatto attacco personale né riferimento verso la persona a cui diabolicamente sembrano essere indirizzate le parole del cartello». La scritta è stato trovato ieri davanti alla sede del Monumento, spiega Pasqui, «riprende una battuta che io stesso avevo fatto la sera del 10 di settembre in Contrada. Nella fattispecie, il concetto era: "Volevano pararci, sono rimasti a bocca aperta". Per un gioco di parole, è stato riassunto con "Dalla parata alla paresi", come a dire "sono rimasti paralizzati con la bocca spalancata". Questo era il senso per me (e per chi lo ha scritto). Posso giurare che il cartello in questione è stato messo su carta da uno dei ragazzi la sera del 10, insieme ad uan cinquantina di altri cartelli diversi. Nell'occasione fu deciso di non attaccarli tutti insieme ma un po' alla volta. Nel momento in cui è stato scritto questo cartello nessuno di noi, me primo io, sapeva niente di quello che era successo all'ex capitano del Monumento. Questo era per noi solo un cartello di sfottò, come tanti altri (alcuni anche molto più pesanti) che abbiamo ricevuto in passato. E così come nessuno di noi quel sabato sapeva cosa era successo, chi ha attaccato il cartello la scorsa notte lo ha fatto continuando a non sapere. Io stesso - assicura Pasqui - ho appreso della vicenda dell'ex capitano solo oggi ieri, ndr), e l'ho saputo a causa della polemica innescata dal cartello». Il capitano rosa-viola ribadisce dunque che non è stato un evento studiato: «Il sentimento dei contradaioli del Monumento che hanno appreso il fatto, e hanno pensato che fosse una cosa volontaria e studiata per colpire una persona, lo comprendo benissimo. Sono sicuro che, a parti invertite, i sentimenti dei nostri ragazzi sarebbero stati gli stessi che oggi hanno provato quelli del Monumento. La cosa più importante era spiegare come sono andate realmente le cose all'ex capitano e alla sua famiglia, ed è stato fatto. Allo stesso modo abbiamo parlato con il presidente del Monumento per raccontargli come sono andati i fatti, consapevoli della difficoltà che gli è piovuta addosso nel gestire questa situazione con i contradaioli».
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