Il Tirreno

Grosseto

Comune e Giorgio Tesi Group hanno illustrato l’accordo per l’azienda Il Terzo

«Siamo qui per il rilancio»

Enrico Pizzi
<b>TERZO.</b> L&#146;assessore Mancini, il sindaco Bonifazi e Fabrizio Tesi del Gtg
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TERZO. L’assessore Mancini, il sindaco Bonifazi e Fabrizio Tesi del Gtg

Occupazione e "mission" garantite: «Noi facciamo vivaio»

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 GROSSETO. Rilanciare il vivaio del Terzo, compatibilmente con la situazione economica attuale. Questo l'obiettivo della Giorgio Tesi Group di Pistoia che ha acquistato l'azienda grossetana. Per il Comune, invece, gli obiettivi raggiunti sono il mantenimento in vita dell'attività vivaistica, la possibilità di pagare i debitori e la salvaguardia dell'occupazione. Non è un caso che per il lavoro della nuova proprietà del Terzo il titolare del gruppo pistoiese Fabrizio Tesi abbia chiesto esplicitamente una benedizione che è stata impartita dal parroco di Roselle, don Pier Mosetti, accompagnato da monsignor Franco Cencioni in rappresentanza del vescovo Agostinelli. Tesi aveva sottolineato, poco prima, che di una benedizione c'è proprio bisogno, visto il momento difficile in cui il suo gruppo ha deciso di investire in un'azienda come il Terzo. «In questo momento - ha detto Tesi - ci sono una trentina di aziende vivaistiche in vendita, di cui una decina sono nostre vicine di casa a Pistoia» e questo la dice lunga sullo stato di salute del settore. Eppure, nonostante tutto, il gruppo pistoiese ha deciso di investire ancora in Maremma, dove era già presente, in 18 ettari lungo l'Aurelia, a Orbetello.  Tesi non ha nascosto che solo 5 o 6 anni fa le idee su come rilanciare il Terzo sarebbero state più chiare, adesso, visti i tempi che corrono, ci sarà da usare più cautela «c'è molto da lavorare - ha detto - siamo appena arrivati e dobbiamo ancora capire quello che da fuori non abbiamo percepito, ma sappiamo che ci sarà da lavorare molto e da stare con i piedi per terra. La volontà, però, è di dare continuità a questa azienda e anche per questo abbiamo voluto chiudere subito l'affare, per non perdere tutto quello che c'è già e non essere costretti a ripartire da zero, perché le piante sono come dei bambini, se le trascuri troppo poi non le recuperi più».  Tesi ha anche precisato che al momento il suo gruppo, pur avendo un'opzione per gli altri 30 ettari residui, su cui il piano strutturale prevede la nascita di una struttura ricettiva di lusso, non ha intenzione di diversificare le attività. «Guardiamo a ciò che sappiamo fare e ci dà da mangiare, il vivaio - ha detto - probabilmente non sarà un investimento direttamente nostro quello nella struttura ricettiva».  Sia il sindaco Emilio Bonifazi che il liquidatore del Terzo Enrico Domenichelli, hanno sottolineato la rapidità con cui il gruppo Tesi ha voluto chiudere l'affare, proprio perché l'interesse - ha detto Domenichelli - era centrato sul vivaio e sulle piante, per evitare che andasse tutto perduto, ed è anche questo ad aver convinto, oltre al fatto che l'offerta fatta - è stato detto dall'assessore alle partecipazioni societarie Valentina Mancini - era la migliore in assoluto, la più congrua rispetto alle stime dei beni messi in liquidazione.  Anzi Domenichelli ha fatto notare come sia stato difficile avere anche solo delle offerte scritte da imprenditori locali, offerte che in qualche caso erano risibili. Il sindaco ha spiegato che l'amministrazione ha ottenuto un risultato importante da più punti di vista, a partire dallo scongiurato fallimento del Terzo e dalla sopravvivenza di un'attività vivaistica importante sul territorio, passando per la possibilità di far fronte ai debiti della società Il Terzo e, per finire, non ultimo, la tutela dei posti di lavoro che «è stato - ha detto - uno dei principali impegni dell' amministrazione».

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