Sicurezza
Roccastrada, parla Ramazzotti «In giunta in quanto consigliere»
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ROCCASTRADA. Il neoassessore Marco Ramazzotti ora è uomo-partito, ma non si sente sulla graticola, anzi. «Sono stato eletto in consiglio comunale (68 preferenze, ndr) con Api e ritengo, nel territorio, di essere rappresentativo di quest'area politica». È anche assessore in Comunità montana? «Ancora per un mese. La Colline Metallifere è in fase di scioglimento e l'impegno nella giunta lo considero praticamente concluso». E' vero che in un primo momento non voler fare l'assessore a Roccastrada? «E' così. L'idea non mi entusiasmava. Soprattutto perché mi sarebbe mancato il tempo per farlo. Coniugare il lavoro e la politica non è semplice». Poi ha cambiato idea. «Sì, nel mese di agosto mi è stata di nuovo proposta, direttamente dal responsabile provinciale Gianni Chelini, la carica di assessore a Roccastrada. C'era ormai la certezza che l'esperienza in Comunità montana si sarebbe conclusa a breve e così ho accettato». Sapeva che Api a Roccastrada aveva fatto una scelta diversa? «Sapevo che erano state sondate anche altre disponibilità ma che il livello provinciale ha sempre insistito sul fatto che dovesse entrare un iscritto». Per esempio Alessia Giaggioli e Loretta Martinelli. Quest'ultima un'iscritta che era anche in lista due anni fa con Innocenti. Perché lei e non loro? «Non saprei. Ritengo, tuttavia, che per avvicendare Filippo Checcucci la scelta naturale, quella più logica, fosse puntare sul consigliere comunale eletto». Api a Roccastrada si dichiara fuori dalla maggioranza di centrosinistra e sostiene che lei è stato scelto perché gradito al Pd. «Non voglio entrare in polemica. Sono in giunta perché eletto in consiglio comunale». Del suo operato, quindi, ne risponderà a Chelini? «Del mio operato ne risponderò ai livelli provinciali, ma soprattutto agli elettori e ai cittadini di Roccastrada». (gb)
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