Sicurezza
Nella galleria che porta ai templari
Fiora Bonelli
Si trova nel santuario di Pieve Lamula, è lunga 88 metri e corre sotto terra
3 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Uno speleologo e un avvocato, sulle orme di misteri medievali scoprono l'imboccatura di un antico cunicolo attorno alla Pieve di Lamula, fra Montelaterone, Arcidosso e Casteldelpiano, rafforzando l'ipotesi che sotto il piazzale e il pavimento del Santuario vi sia molto altro da scoprire.
Sicuramente la cripta della chiesa col suo ossario ancora inviolato, forse una galleria di collegamento fra l'antico convento di San Processo poco sotto e la stessa Pieve. Ma non solo, nelle foto scattate durante la stravagante esplorazione del sito, lo studioso di "Misteri", Daniele Gullà, avrebbe individuato un'entità che si aggira sotto la Pieve.
Il luogo di cui si parla, infatti, è sempre stato fra i più fascinosi in Amiata. Sicuramente luogo di insediamento romano o etrusco diventò, nel Medioevo, il centro di grande fervore religioso ed economico, luogo di mercato, incrocio di popolazioni di borghi vicini e diversi, appetibile preda di signori e imperatori.
Riguardo a Lamula, c'è da tempo immemorabile, la convinzione che lì vi sia da scoprire una cripta o un ossario, o, meglio ancora, un percorso sotterraneo di collegamento con altri centri religiosi, come il vicino San Processo, i cui ruderi attestano oggi la presenza del più grande monastero francescano dell'Amiata occidentale. Stregati da questa fama di mistero e di storia illustre, uno speleogolo di Casteldelpiano, Giovanni Cannavale e un avvocato, Maurilio Toninelli hanno scoperto l'imbocco di una galleria lo scorso 2 agosto. Decidere per l'ispezione ed entrarvi è stato tutt'uno e 15 giorni dopo, il 17 agosto, l'hanno percorsa.
«La lunghezza totale che abbiamo percorso - spiega lo speleologo Cannavale - è di 88 metri circa e l'altezza di 1,40 metri. La galleria, che parte da nord ovest del tempio è costruita in muratura con malta di calce, cemento e pietra, volta in laterizi. Incassata sotto terra a un certo punto scende per 5 metri, attraversa l'attuale piazzale davanti alla chiesa e finisce alla fonte del diavolino, a fianco del santuario. Sicuramente andava avanti - aggiunge Toninelli - ma noi ci siamo trovati davanti il muro e siamo tornati indietro. Ma supponiamo che altro possa essere visto ed esplorato».
Gli 88 metri di cunicolo che i due esploratori hanno attraversato, non sono reperti archeologici del Medioevo; furono costruiti nel 1941, come risulta da documenti di archivio che essi stessi hanno ritrovato alla Soprintendenza Beni Artistici e Architettonici. L'allora pievano Don Nello Tiberi per evitare la minaccia di frane che metteva a rischio la stabilità della chiesa, costruita sopra il torrente Ente, era riuscito a portare a termine un'opera di regimazione delle acque», che è appunto, quella che i due ricercatori hanno riscoperto (non hanno però trovato traccia del pozzo profondo 7 metri di cui parlano i documenti). Ma l'ipotesi suggestiva e che potrebbe trovare conferma da successive esplorazioni, è che questa galleria sia stata scavata sulle tracce di altre gallerie molto più antiche e che se sarà possibile riscoprire per intero, potranno condurre a quella cripta-ossario di cui si parla, individuando anche la segreta galleria che alcuni dicono essere opera dei Templari.
Sicuramente la cripta della chiesa col suo ossario ancora inviolato, forse una galleria di collegamento fra l'antico convento di San Processo poco sotto e la stessa Pieve. Ma non solo, nelle foto scattate durante la stravagante esplorazione del sito, lo studioso di "Misteri", Daniele Gullà, avrebbe individuato un'entità che si aggira sotto la Pieve.
Il luogo di cui si parla, infatti, è sempre stato fra i più fascinosi in Amiata. Sicuramente luogo di insediamento romano o etrusco diventò, nel Medioevo, il centro di grande fervore religioso ed economico, luogo di mercato, incrocio di popolazioni di borghi vicini e diversi, appetibile preda di signori e imperatori.
Riguardo a Lamula, c'è da tempo immemorabile, la convinzione che lì vi sia da scoprire una cripta o un ossario, o, meglio ancora, un percorso sotterraneo di collegamento con altri centri religiosi, come il vicino San Processo, i cui ruderi attestano oggi la presenza del più grande monastero francescano dell'Amiata occidentale. Stregati da questa fama di mistero e di storia illustre, uno speleogolo di Casteldelpiano, Giovanni Cannavale e un avvocato, Maurilio Toninelli hanno scoperto l'imbocco di una galleria lo scorso 2 agosto. Decidere per l'ispezione ed entrarvi è stato tutt'uno e 15 giorni dopo, il 17 agosto, l'hanno percorsa.
«La lunghezza totale che abbiamo percorso - spiega lo speleologo Cannavale - è di 88 metri circa e l'altezza di 1,40 metri. La galleria, che parte da nord ovest del tempio è costruita in muratura con malta di calce, cemento e pietra, volta in laterizi. Incassata sotto terra a un certo punto scende per 5 metri, attraversa l'attuale piazzale davanti alla chiesa e finisce alla fonte del diavolino, a fianco del santuario. Sicuramente andava avanti - aggiunge Toninelli - ma noi ci siamo trovati davanti il muro e siamo tornati indietro. Ma supponiamo che altro possa essere visto ed esplorato».
Gli 88 metri di cunicolo che i due esploratori hanno attraversato, non sono reperti archeologici del Medioevo; furono costruiti nel 1941, come risulta da documenti di archivio che essi stessi hanno ritrovato alla Soprintendenza Beni Artistici e Architettonici. L'allora pievano Don Nello Tiberi per evitare la minaccia di frane che metteva a rischio la stabilità della chiesa, costruita sopra il torrente Ente, era riuscito a portare a termine un'opera di regimazione delle acque», che è appunto, quella che i due ricercatori hanno riscoperto (non hanno però trovato traccia del pozzo profondo 7 metri di cui parlano i documenti). Ma l'ipotesi suggestiva e che potrebbe trovare conferma da successive esplorazioni, è che questa galleria sia stata scavata sulle tracce di altre gallerie molto più antiche e che se sarà possibile riscoprire per intero, potranno condurre a quella cripta-ossario di cui si parla, individuando anche la segreta galleria che alcuni dicono essere opera dei Templari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
