Il dolore
Tribunale. È partito il processo contro 45 imputati per presunti illeciti nella gestione urbanistica
Comune e Provincia sono parte civile
Pierluigi Sposato
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CANTONIERA. Le indagini erano partite da questo caso "Cupola" all'Argentario, le intercettazioni dovranno essere trascritte
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GROSSETO. È partito e sono già state indicate le date delle prossime udienze. Ma per vedere un po' più chiaro nel procedimento penale sulla presunta "cupola" che in passato a Monte Argentario avrebbe gestito in modo irregolare le pratiche urbanistiche (una associazione per delinquere, secondo la Procura, relativamente agli 8 principali indagati tra cui l'ex vicesindaco Massimiliano Castriconi), occorrerà attendere un po' di tempo. E soprattutto, occorrerà attendere che vengano trascritte - anche in questo processo - le intercettazioni. Saranno opportunamente scelte a cura di accusa e difesa tra le 15mila pagine dei faldoni che costituiscono il corpo dell'inchiesta: dalla corruzione nei casi più gravi ai semplici abusi edilizi. Prossimo appuntamento, il 23 febbraio. Così ha deciso il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio di fronte agli avvocati dei 45 imputati per lo scandalo che vede coinvolti amministratori, funzionari, tecnici, committenti ed esecutori di opere. Un «sodalizio criminale» avrebbe tenuto in piedi decine di procedure illegittime. Il giudice ha respinto alcune eccezioni e ha ammesso come parti civili il Comune di Monte Argentario, indistintamente, e l'Amministrazione provinciale di Grosseto, limitatamente a un solo capo di imputazione. È il capo 27, un intervento relativo a fondazioni, prospetti laterali non interrati e apertura di finestre che aveva ricevuto espressamente il parere contrario della Provincia (imputazione a carico di Cesarini Sforza committente, Collantoni, Vergari, Sabato, Donati, Benedetti e Casalini). Il giudice ha accolto le osservazioni della difesa relativamente ad alcuni documenti prodotti dal pm Stefano Pizza: non entreranno dunque in questo procedimento le intercettazioni del fascicolo sull'inchiesta denominata "Filca" in cui l'ingegner Francesco De Vito Piscicelli (relativamente alla ristrutturazione di una propria villa sull'Argentario) aveva fatto alcune dichiarazioni giudicate inerenti a quello discusso ieri. Piscicelli parla al telefono di una «parrocchia», da cui avrebbe «fatto bene a non andare», che secondo gli inquirenti sarebbe proprio la "cupola". Non solo. C'è stato lo stralcio per uno degli imputati, Antonio Noferi, la cui richiesta di rinvio a giudizio è tornata alla Procura per nullità. Il giudice ha infine affidato al perito Irene Ognissanti la trascrizione integrale delle intercettazioni che le parti indicheranno come salienti. Un lavoro che richiederà 120 giorni. La dottoressa Montesarchio ha già indicato le prossime udienze: 23 febbraio, 14 marzo, 12 aprile e 26 aprile. Era invece il febbraio 2009 quando il blitz di polizia di stato e polizia municipale causò il terremoto negli uffici e nelle abitazioni del Promontorio e di altre zone. Ci furono 40 perquisizioni e 20 richieste di misure cautelari. Nelle 330 pagine dell'ordinanza, il gip Molino respinse l'ipotesi di associazione per delinquere e non trovò giustificazioni all'adozione di restrizioni in carcere. La Procura si vide dar ragione dal Tribunale del riesame, ma la Cassazione annullò l'ordinanza: niente cella.
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