Il Tirreno

Grosseto

Bufera sul Pd per le unioni civili

Lorenzo Santorelli
Sopra Buzzetti, sotto Concia (Pd)
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Sopra Buzzetti, sotto Concia (Pd)

La Concia si scaglia contro i grossetani: «Chiederò provvedimenti»

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 GROSSETO. «Fa impressione leggere che tre consiglieri su cinque del Pd e il sindaco Bonifazi abbiano votato insieme al centrodestra, andando contro l'orientamento del Pd nazionale. E' inaccettabile che a livello locale ci sia una tale anarchia su questi temi. Chi non ci sta forse dovrebbe cambiare partito». Suonano come una scomunica le parole pronunciate da Paola Concia, deputata del Partito Democratico, per stigmatizzare il comportamento dal Pd grossetano che si è rivelato determinante per la bocciatura in consiglio comunale della mozione con la quale si chiedeva l'istituzione del registro delle unioni civili (su 12 consiglieri in 6 non hanno votato, 3 si sono opposti insieme al sindaco Bonifazi e solo 2 hanno votato a favore).  Lesbica dichiarata, da sempre particolarmente attenta alle tematiche riguardante i diritti degli omosessuali e le coppie di fatto, Concia dopo aver definito la scelta «anacronistica e sbagliata», sottolinea che in seno al partito esiste «una Commissione Diritti presieduta da Rosy Bindi che sta elaborando una proposta programmatica sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso. Chiederò di prendere misure, la scelta del gruppo consiliare di Grosseto appare in netto contrasto con il nostro lavoro e rischia addirittura di delegittimarlo davanti all'opinione pubblica e ai nostri elettori». La sponda proveniente da Montecitorio rafforza le recriminazioni di Sinistra Ecologia e Libertà. Dopo aver rivendicato la paternità della mozione sulle unioni civili, «era uno degli elementi caratterizzanti la campagna elettorale e quindi un dovere verso gli elettori», SeL respinge le critiche di quanti avevano parlato di una posizione dal significato esclusivamente politico e simbolico. «Ci hanno chiesto di ritirare la mozione ma su certi principi non si può mediare. Un riconoscimento pubblico delle coppie di fatto per noi ha eccome una valenza concreta - dice il consigliere Buzzetti - a Grosseto ci sono circa 400 coppie omosessuali che vanno ad aggiungersi a quelle eterosessuali che non vogliono o non possono sposarsi. Ad esempio nell'attribuzione dei punteggi per l'assegnazione delle case popolari il registro avrebbe una rilevanza notevole». «Se per alcuni consiglieri non era tanto importante - si chiede la capogruppo Citerni - perché allora si sono opposti, oltretutto dopo che in commissione la mozione aveva avuto cinque voti favorevoli su otto, o hanno rinunciato a votare per non metterci la faccia?». Sel respinge sia l'ipotesi che "cominciare" dalle unioni civili sia stato un grimaldello per scardinare la maggioranza, «con lo strumento della mozione molte tematiche non si possono affrontare, ad esempio quelle con vincoli di bilancio», né che dovesse servire per preparare il terreno ad un inglobamento dei vendoliani. «Venti giorni fa il registro delle unioni civili è stato approvato a Siena da una maggioranza di centro sinistra, così come avvenuto in altri comuni della Toscana come Firenze, Pisa, Empoli o, per rimanere in zona, Follonica e Piombino. A Grosseto invece il Pd ha avuto una mutazione genetica allontanandosi dai diritti civili». Nonostante l'apprezzamento espresso per l'appoggio ricevuto da Idv e dai socialisti (ad esclusione del presidente del consiglio Lecci ndc) e il tentativo di smorzare i toni con i consiglieri cattolici, «ci fu chiesto se ipotizzavamo un voto favorevole da parte dei cattolici e noi, senza ipocrisia, abbiamo risposto di no, ma non abbiamo preclusioni», l'inclusione di Sel in giunta, grazie a quell'assessorato all'urbanistica ancora vacante, sembra per il momento rimandato. «Persino sul codice etico per gli eletti, approvato dal Consiglio d'Europa, in molti si sono astenuti. Noi siamo diversi da queste persone, nelle proposte ma anche nei metodi».

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