Il Tirreno

Grosseto

SCRIVE IL SINDACO

Un rimpasto in armonia la coalizione è solida

Innocenti
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Innocenti

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 ROCCASTRADA. Da Giancarlo Innocenti, sindaco di Roccastrada, riceviamo e pubblichiamo. «Il binomio notizia-informazione rinnova quotidianamente l'interesse del cittadino per la carta stampata, ne suscita la curiosità, accresce la conoscenza e fa opinione. La politica e le istituzioni rappresentano un grande serbatoio di notizie e tale è indubbiamente anche ciò che succede in una realtà importante come Roccastrada».  «Peccato che ciò sia di interesse solo per una parte della stampa locale ed avvenga con dinamiche contraddittorie e prive dei presupposti di fondatezza. Come sindaco, ritengo di conoscere molte delle verità in merito al rimpasto di giunta e che negli articoli apparsi nei giorni 17 e 18 settembre, in una parte della stampa locale, è risultato stravolto nelle motivazioni con cui si è manifestato, nella dinamica con cui è stato condotto, nelle finalità che si è prefisso e nel giudizio sul risultato che ha prodotto: una bella occasione per una cattiva informazione. Mi sento in dovere di rassicurare i cittadini che non esiste nessuna abissale spaccatura e che non mi sento a rischio: il mandato pertanto proseguirà fino alla scadenza del 2014 con rinnovato impegno, con la stessa attenzione e disponibilità che la molteplicità di persone che hanno incontrato il sottoscritto ed i miei assessori conoscono molto bene. Non è questa arrogante presunzione perché il percorso di analisi sull'operato della giunta, della verifica del programma, della sua rimodulazione alla luce di mutati scenari e sulla sostituzione degli assessori è avvenuta, in prima fase con le forze della coalizione, e concluso in stretto rapporto con le forze di appartenenza dei dimissionari mediante decisioni assunte all'unanimità senza sacrificare il dibattito, il confronto e le pluralità di opinione. Per quanto riguarda il Pd, per il sottoscritto forza di riferimento, le fonti, non citate negli articoli che ho letto, che alimenterebbero lo stormir di fronde, che metterebbero i singoli in stato di accusa, che inneggerebbero ad uno sviluppo di stampo Keynesiano quando il liberismo ha depauperato tutte le risorse pubbliche ed infine, che evocherebbero scenari da socialismo reale, non appartengono al gruppo dirigente di quel partito perché avrebbero commesso il non banale errore di non esprimersi e non distinguersi chiaramente quando ne hanno avuto l'opportunità».  «Si gioca allora di opportunismo? Non posso escluderlo, con certezza nei confronti di quegli esponenti del Psi locale che si sono espressi su presunto mandato del segretario provinciale Giuseppe Toscano finendo per essere da costui puntualmente smentiti, ma anche da parte di altri soggetti il cui ruolo però non può essere che quello di semplici opinionisti. Le certezze che i cittadini cercano, pur con le oggettive difficoltà del presente, non risiedono ovviamente nei veleni e negli opportunismi, il sindaco e la giunta sono al loro posto per svolgere il ruolo che il voto del 2009 ha democraticamente sancito».  Innocenti, quando ha scritto questo intervento non sapeva probabilmente che anche Api era sul punto di abbandonare la sua maggioranza. Non sapeva che Giuseppe Toscano non è entrato nel merito delle considerazioni (molto critiche) di alcuni esponenti del Psi locale, ma - almeno a noi - ha spiegato quello che era il "mandato" di Canzio Papini, autorizzato a partecipare a riunioni mai svolte e - si presume - anche a parlare a nome del Psi. Definire "casualmente simultanee" le dimissioni di tre assessori su sei suscita il sorriso. Dire che Il Tirreno ha stravolto motivazioni, dinamiche e finalità del rimpasto è legittimo ma quanto meno opinabile. Certo, Il Tirreno non si è limitato ad accogliere la versione veicolata dall'amministrazione e dal partito, dove pure emergono oneste ammissioni di lacune. E i fatti successivi - gli attacchi a Calvellini e al sindaco - hanno dimostrato che in questo passaggio di pacifico c'era ben poco. Dispiace che per il sindaco di Roccastrada certi articoli rappresentino cattiva informazione. La buona, evidentemente, è quella che si ferma alle note dell'ufficio-stampa e le divulga.

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