Il Tirreno

Grosseto

Chiuso a quattro anni dal blitz il processo contro Luciana Cordovani e i suoi figli

Piccolo Zoo, tutti assolti

<b>BLITZ</b> Uno degli animali prelevati dal Nirda del corpo forestale nell&#146;agosto 2007
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BLITZ Uno degli animali prelevati dal Nirda del corpo forestale nell’agosto 2007

Non sussistono le accuse di aver tenuto male gli animali

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 RISPESCIA. Tutti assolti. Non solo dall'imputazione relativa al possesso di una pistola calibro 38 a tamburo e di una lancia-razzi. Ma anche e soprattutto dall'accusa di aver tenuto male gli animali del piccolo zoo. Finisce così, dopo oltre due anni e mezzo di udienze e a 4 anni dal blitz del Nirda (nucleo specializzato del corpo forestale, istituito a livello centrale), il processo contro Luciana Cordovani e i figli Angelo e Marcello Daviddi. Il giudice Compagnucci ha accolto le richieste del pm onorario Tozzi: assoluzione per insufficienza di prove per la signora Luciana (il fatto non sussiste) e per i fratelli (non aver commesso il fatto), relativamente alle contravvenzioni per i presunti maltrattamenti. Il fatto non sussiste la formula per l'illecita detenzione delle armi. Una perizia affidata a un armiere grossetano aveva stabilito a suo tempo che si tratta di ferri vecchi, inservibili, con i quali è impossibile sparare un solo colpo. Per le motivazioni, occorrerà attendere 30 giorni. È presumibile, secondo i difensori Romano Lombardi e Alessandro Ginanneschi De Carolis, che per la questione maltrattamenti il giudice abbia ritenuto che, benché abitanti nello stesso edificio, i figli non avevano alcuna responsabilità nella cura degli animali dello zoo, seguiti interamente da Luciana. E per il fatto in sé, i legali ricordano che gli stessi atti dell'accusa e le conclusioni dei veterinari (sopralluoghi tra il 2002 e il 2007) non avevano evidenziato alcun maltrattamento. Anche i test di ricerca di clamidia, salmonella, leshmaniosi e filarosi avevano dato esito negativo subito dopo il blitz.  La durata del processo è da attribuire ai numerosi testimoni ascoltati per stabilire le reali condizioni di mantenimento degli animali. Sono stati ascoltati i componenti del Nirda (nucleo investigativo reati in danno degli animali) che il 3 agosto 2007 si presentarono ai cancelli del Piccolo Zoo per procedere agli accertamenti e, in seguito, ai trasferimenti a Semproniano degli animali custoditi. Secondo le prime conclusioni dell'accusa, quei cani, pappagalli, storni, gru coronate, merli, gazze, volpi, istrici, tartarughe e tassi (250 esemplari in tutto quel giorno) sarebbero stati detenuti in condizioni incompatibili con la loro natura; e quello stato avrebbe prodotto gravi conseguenze perché gli animali non avrebbero avuto cibo a sufficienza, non avrebbero ricevuto assistenza adeguata, sarebbero stati ristretti in spazi angusti, sporchi e incompatibili con le caratteristiche della loro specie. Ma nel corso del procedimento i veterinari della Asl hanno ribadito che gli animali del Piccolo Zoo erano stati sempre tenuti bene. La difesa aveva chiamato anche il responsabile del corpo forestale di Grosseto per ricostruire l'attività che veniva svolta all'interno della struttura della signora Luciana.

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