Proteste
«La precedenza ai casi più gravi»
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PRIMARIO Riccardo Sirna Il dermatologo spiega i meccanismi di prenotazione
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GROSSETO. Dodici mesi per una visita specialistica. C'è da fare un balzo sulla sedia ma, fortunatamente non è sempre così. I meccanismi di prenotazione delle visite dermatologiche, e in generale di tutte le visite specialistiche, sono diversi a seconda dei casi e, di conseguenza, cambiano anche i tempi di attesa. Per fare chiarezza, ecco un memorandum della Asl. «Il primo contatto - spiega l'azienda sanitaria - è con il medico di famiglia, al quale il paziente può rivolgersi per un dubbio, per un problema o semplicemente perché desidera fare uno screening. I tempi di attesa per visite ed esami seguono il livello di urgenza di ogni singolo caso». Se il medico di famiglia ha un sospetto e richiede una visita dermatologica, il Cup rilascia l'appuntamento nel giro di 15 giorni. A quel punto lo specialista stabilisce, con la visita stessa, se occorrono ulteriori accertamenti, ad esempio un'epiluminiscenza su un nevo sospetto, ed è lui stesso a prescriverla. Il tempo di attesa è di circa 30-40 giorni massimo. Sulla base dell'esito dell'esame, è sempre lo specialista a decidere il passo successivo che può andare in tre direzioni: non fare altri controlli se l'esame è negativo; asportare il nevo in caso di una lesione sospetta; ripetere il controllo con l'epiluminescenza a una distanza di tempo indicata dallo specialista stesso se l'esito dell'esame è dubbio. Se, invece, un paziente, in assenza di problemi particolari, si rivolge al proprio medico di famiglia per fare comunque uno screening (ad esempio una mappatura dei nei), i tempi sono più lunghi, nel rispetto della precedenza per i casi più urgenti. Questo meccanismo serve ad evitare che gli ambulatori si intasino per casi secondari, a scapito di chi necessita di approfondimenti e cure immediate. E deve però reggersi sul delicato equilibrio che impone la prevenzione. Nel caso del signor Martellucci, la Asl specifica che «a una verifica effettuata dalla Dermatologia, gli elementi emersi (che ovviamente non possono essere riferiti nel rispetto della privacy del paziente) descrivono una situazione che non collima del tutto con quanto riferito alla cronista. Ovviamente se il paziente desidera un riscontro, può averlo in forma personale e privata». (f.f.)
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