Il Tirreno

Grosseto

L'osservazione arriva in ritardo

L'osservazione arriva in ritardo

Rinviata per un errore la modifica al piano strutturale

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. L'osservazione alla variante arriva in tempo utile, ma viene protocollata in ritardo e risulta irricevibile. Un errore macroscopico che è stato rilevato dopo l'intervento del capogruppo del 5 Stelle, Giacomo Gori, e la variante dovrà tornare in consiglio comunale alla prossima seduta. Una variante pesante, anche se l'amministrazione comunale l'ha definita "manutentiva" del piano strutturale: serve ad adeguarlo alla legge regionale 1 del 2005, approvata, dunque, dopo che il piano strutturale, adottato, nel 2004.  Ma è una variante essenziale sotto più aspetti: innanzitutto perché senza questa variante non sarebbe possibile approvare definitivamente il regolamento urbanistico, attualmente nella fase delle controdeduzioni alle osservazioni, perché il regolamento modificherebbe alcune previsioni del piano strutturale ed è proprio su queste previsioni che agisce la variante, in modo da avere, alla fine, una pianificazione urbanistica coerente.  Per rendersi conto dell'importanza, è sufficiente rilevare che la variante in questione modifica, per esempio, il dimensionamento delle nuove edificazioni, passando dal calcolo in metri cubi a quello in metri quadrati e riducendo la metratura media per appartamento, il che provoca un automatico ampliamento del numero di appartamenti realizzabili. Inoltre cancella il valore prescrittivo di tutte le localizzazioni contenute nel piano strutturale, una fra tutti quella del polo logistico del Madonnino, che proprio in virtù di questa variante - ed è una delle questioni sollevate proprio dall'osservazione irricevibile - può essere spostato dalla precedente localizzazione fino ai confini con l'abitato di Braccagni.  Al momento del dibattito, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giacomo Gori, ha letto in aula una lettera dei presentatori dell'osservazione che contestavano l'irricevibilità dell'osservazione stessa. Il presidente del consiglio Poalo Lecci si è attivato con il dirigente dell'Urbanistica Marco De Bianchi e si è scoperto, dopo oltre due ore di dibattito sulla variante, che il documento era arrivato in Comune in data utile, l'8 aprile, ma era stato protocollato tre giorni dopo senza segnalare la data di arrivo. Dunque è stato ritenuto necessario rinviare l'intera deliberazione al prossimo consiglio, il 3 ottobre, e il dirigente dell'urbanistica aprirà un'indagine interna. (e.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze