Il Tirreno

Grosseto

Gavorrano, la rabbia del Pd per le accuse di complotto di Massimo Borghi dopo la sentenza

«Pronti a sostenere il vicesindaco»

<b>SINDACO.</b> Massimo Borghi
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SINDACO. Massimo Borghi

Vigni duro: c'è stata infrazione di legge, il primo cittadino lasci

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 GAVORRANO. Pronto a difendersi dagli attacchi per vie legali, il Partito democratico di Gavorrano non intende stare inerme di fronte alle accuse del sindaco dopo la sentenza che lo ha giudicato ineleggibile. «Impensabile parlare di pressioni sulla Prefettura» dicono i piddini, pronti però a supportare il vicesindaco se Borghi dovesse cadere. La decisione della camera di consiglio, che hanno ravvisato delle irregolarità tali da ritenere in eleggibile Massimo Borghi, ha scatenato feroci polemiche a Gavorrano. Non tanto sul piano giuridico, quanto politico. Le dichiarazioni del sindaco hanno scosso le forze avversarie, soprattutto in riferimento alla riunione tra Pd e Pdl a cui è seguito dopo otto giorni il ricorso della Prefettura. «E' impensabile che riunioni tra partiti possano influire sulla magistratura e sovvertire la volontà popolare uscita dalle urne» dice il segretario dell'Unione comunale Pd Massimo Vigni. «Parole di questo tipo possono uscire dalla bocca di Berlusconi». A detta del segretario tutto questo serve «soltanto per nascondere la verità: ovvero che non c'è stato un errore formale, come il sindaco ha dichiarato, ma una vera infrazione alla legge». Vuole fugare ogni dubbio Vigni. «E' stata una riunione alla luce del sole, dato che si è svolta in un locale pubblico. Siamo stati invitati dalla nuova segreteria del Pdl come altra forza d'opposizione per poter discutere delle tematiche di Gavorrano. In quell'occasione ci hanno chiesto anche quale fosse la nostra posizione sul "caso ineleggibilità" e abbiamo ribadito quanto detto la sera delle elezioni, e cioè che noi non avremo fatto ricorso». Ora però i democratici vogliono darci un taglio con questi attacchi. «Borghi la deve smettere di usare il Pd come parafulmine per i suoi problemi. Ora basta: siamo pronti a tutelarci per vie legali». Per il capogruppo Pd Francesca Mondei quello di Borghi è «un atto irresponsabile per tutta la comunità». Per di più, «quello del sindaco è un attacco costante perché non si affronti seriamente i problemi. Lo dimostra che quando è uscito il ricorso della Prefettura: disse di essere soddisfatto che non fosse stato un cittadino a presentarlo (quindi neanche chi ha votato Pd); poi, dopo la sentenza, ha tirato fuori il complotto. Adesso invece serve unire tutto il centrosinistra attorno a un tavolo per affrontare la situazione». Oltre al dibattito e ai veleni, però, c'è una situazione molto delicata da affrontare. «La maggioranza non ha fatto nessun atto di governo concreto da quando è stata eletta: segno che qualche preoccupazione al suo interno c'è».  E gli occhi piddini sono già al di là della fine del processo. «Se Borghi resterà in carica, continueremo con un'opposizione costruttiva. Se invece verrà dichiarato ineleggibile, siamo pronti a dare un sostegno tecnico al vicesindaco Iacomelli (che in questo caso traghetterebbe il Comune alle elezioni ndc), a dimostrazione che a noi importa della stabilità». (a.f.)

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