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Grosseto

Mabro, «Sbagliato alimentare dubbi e timori»

<b>EX MABRO</b>. Il pratese Andrea Barontini alla guida dell&#146;azienda maremmana
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EX MABRO. Il pratese Andrea Barontini alla guida dell’azienda maremmana

I sindacati intervengono dopo la smentita dei sindaci revisori di Royal Tuscany

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 GROSSETO. «Sulla Mabro serve chiarezza e non serve che si alimentino dubbi e timori». I sindacati hanno lasciato passare qualche giorno, dopo la smentita dei sindaci revisori di Royal Tuscany che hanno detto di non aver mai richiesto soldi ad Abbigliamento Grosseto, ma alla fine hanno deciso di non tacere.  Sembra di capire, dalle poche righe che sono state inviate da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilta Uil, che ai sindacati di categoria poco importa, in questo momento, che siano stati i sindaci revisori di Royal Tuscany a chiedere direttamente ad Abbigliamento Grosseto di saldare un debito per la cessione del magazzino, così come i sindacalisti avevano affermato al termine di un incontro avuto giovedì scorso con l'azienda, oppure che la stessa richiesta sia stata fatta dai liquidatori di Royal Tuscany su sollecitazione del collegio dei revisori dei conti, come sindaci revisori e liquidatori avevano detto il giorno successivo smentendo i sindacati.  Le tre organizzazioni sindacali prendono atto della smentita da parte del collegio dei sindaci revisori riguardo alle dichiarazioni da loro espresse dopo la riunione con i vertici di Abbigliamento Grosseto, ma precisano anche che quelle dichiarazioni non erano state un parto della loro fantasia ma erano scaturite da ciò che era stato comunicato direttamente dalla proprietà e dai suoi rappresentanti.  Quasi a sottolineare che è la sostanza ciò che conta, e cioè il timore che quella richiesta, per quanto legittima e comunque sia stata formulata, finisca per mettere in difficoltà Abbigliamento Grosseto e, di conseguenza, tutto il progetto costruito per salvare l'azienda e i suoi 250 dipendenti attraverso Abbigliamento Grosseto e l'intervento della nuova proprietà, mandando la precedente gestione, Royal Tuscany, al concordato preventivo.  I sindacati ricordano che il loro obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro e sottolineano di non conoscere quali siano nel dettaglio gli accordi tra Royal Tuscany e Abbigliamento Grosseto, ma «è nei fatti - scrivono - che la poca chiarezza alimenta dubbi e timori e che in una fase cosi delicata della vertenza "Mabro" è intollerabile».  La richiesta, dunque, è di trasparenza e correttezza da parte di tutti. «È chiaro - concludono - che il nostro interlocutore diretto è il datore di lavoro nei confronti del quale saremo, come sempre, pronti ad un dialogo serio e costruttivo. Ma allo stesso tempo contrasteremo con decisione ogni azione che metta a rischio i già precari posti di lavoro dell'azienda».  E.P.

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