La manifestazione
«Il Comune non dia soldi alle chiese»
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SINDACO. Emilio Bonifazi5 Stelle all'attacco del sindaco. E lui risponde: «Sono fondi vincolati»
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GROSSETO. Con una lettera aperta, che non manca di toni forti, il Movimento 5 Stelle di Grosseto contesta la scelta del Comune di destinare circa 220mila euro alla manutenzione delle chiese cittadine. Ma a loro risponde subito Bonifazi, spiegando che la norma è nazionale e non dipende dal sindaco e che i soldi non vanno solo alle chiese, ma a tutte le associazioni, anche laiche, anche di volontariato, che hanno fatto richiesta di accerede ad appositi bandi. «Il livello dell'emiliometro è molto in alto - scrivono quelli del 5 Stelle -, trattasi di strumento concepito per la misura delle "Bonifazzate". La Bonifazzata è un'azione politica del nostro sindaco non apprezzata dal nostro movimento. Il livello dello strumento è molto in alto a causa della decisione del primo cittadino di destinare un'ingente somma, 223.000 euro alle parrocchie cittadine per lavori di manutenzione. Noi non approviamo questa decisione e pensiamo che sia sbagliata e poco rispettosa della comunità in un momento in cui scarseggiano i finanziamenti per i servizi pubblici». I soldi, dicono dal Movimento, sono pochi e andrebbero spesi in modo diverso. «Proprio ieri un giovane amico - e qui a parlare è Giacomo Gori, consigliere del Movimento -, padre da poco, mi diceva che, per carenza di fondi, la sua retta al nido ammontava a 400euro mensili. E le entrate del giovane amico e della di lui compagna non sono certo quelle di una famiglia abbiente come l'entità della retta potrebbe far supporre. Emblematico è anche il recente caso della scuola di via Giotto, dove la direttrice ha dovuto privare l'utilizzo del grande parco esterno lasciato ormai nell'incuria più deprimente, con rami ad altezza occhi, recinzioni divelte e parti metalliche arrugginite sparse qua e la. Forse quei 223.000 euro sarebbero stati meglio utilizzati se devoluti alle casse degli asili e scuole comunali invece che alla santa chiesa. Questo con il massimo rispetto per i cattolici e per le loro chiese». Ed ecco la proposta: «Rinnoviamo ancora la nostra proposta avanzata in consiglio comunale, ovvero destinare le somme derivanti dall'Ici ai nuovi terreni edificabili, alla scuola ed alla istruzione dei nostri ragazzi; proposta incredibilmente snobbata dal sindaco, giunta e consiglio comunale». Il sindaco risponde per le rime al consigliere Gori, invitandolo ad informarsi meglio. «Il Movimento 5 stelle è ancora inesperto di amministrazione pubblica. Il Comune, come prevedono normative nazionali e regionali e non il primo cittadino, destina dei contributi a chiese, confessioni religiose diverse, tra quelle riconosciute dallo Stato, associazioni, impianti sportivi, centri anziani, Pro Loco, attrezzature culturali e sanitarie e altro ancora. Lo fa anche attraverso due fondi che corrispondono al 9% e all'8% degli oneri di urbanizzazione secondaria entrati nelle casse pubbliche nell'anno precedente. Stiamo dunque parlando di soldi vincolati che vengono assegnati mediante la predisposizione di appositi bandi ai quali i soggetti che ne hanno i requisiti possono partecipare. Tutto avviene nella massima trasparenza e nella valutazione da parte di una commissione dei progetti presentati. Grosseto lo fa da anni; tutto qui». «Con tale procedure il Comune ha assegnato fondi a tanti soggetti (magari in grado di compartecipare alle spese). Alla Curia vescovile circa 223mila euro di contributi per interventi in varie strutture religiose del territorio comunale. Tra le domande presentate sono state finanziate, avendone i requisiti: l'aula di culto a Nomadelfia, il restauro della Chiesa di Istia, il restauro della chiesa del Santissimo Crocifisso, fino alla manutenzione straordinaria del tetto della chiesa della Medaglia Miracolosa. Altri 127mila euro sono andati ad alcune associazioni e realtà che hanno risposto al bando quali: l'Associazione Bambini portatori di Handicap, il Tc Manetti, i Pattinatori, l'Asd Vas Grosseto, l'Atl Il Sole, la parrocchia Santa Famiglia per l'erba sintetica in un campo di calcetto, la Pro Loco di Roselle e l'Archivio Foto Gori per fare la la sede dell'Archivio fotografico. Forse i "grillini", troppo presi a rappresentare un piccolo mondo che spacciano per l'intera società, dimenticano di studiare o forse ritengono che non si debba sostenere chiunque svolga un ruolo sociale e culturale nella città. Come anche dimostra la citazione del caso della scuola di via Giotto, per la quale evidentemente non hanno ritenuto di sincerarsi veramente come stessero le cose».
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