Il dolore
E in bolletta arriva l'acconto
Francesca Ferri
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ACQUEDOTTO. Un contatore dellacqua. A destra il presidente del Fiora, Claudio Ceroni Acqua: nuova fatturazione. Oltre al consumo reale ecco quello presunto
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GROSSETO. Sorpresa: cambia il metodo di fatturazione dell'acqua. I cittadini, oltre a pagare quanto realmente consumato e quantificato dal contatore, dovranno versare anche un tot «in acconto». Succede - e sarà così d'ora in poi - nell'ultima fattura arrivata ai 280mila utenti di Acquedotto del Fiora spa in provincia di Grosseto che, oltre al dovuto per l'acqua passata dal rubinetto, si sono visti accreditare anche una nuova, mai vista prima, spesa per "consumo presunto", calcolata sulla base del consumo storico. Un ibrido, per capirsi, tra la vecchia fatturazione a consumo e la maniera dell'Enel o della Geacom, che calcolano la bolletta in base a consumi presunti e poi fanno un conguaglio per pareggiare i conti. L'acconto servirà a coprire i consumi che avvengono nelle case nei circa due mesi che trascorrono dall'arrivo della bolletta al momento del pagamento. Per la precisione, 30 giorni di tempo che gli utenti hanno per pagare, più 15 giorni "cuscinetto" prima che parta la lettera dell'Acquedotto se non si è pagato e altri 15 che occorrono alla società per fare la lettura. L'importo verrà scalato dalla bolletta successiva la quale, tuttavia, richiederà un nuovo acconto per i due mesi che seguiranno. Dal meccanismo sono esclusi gli utenti che hanno chiesto la disdetta. La novità è stata introdotta il 15 giugno scorso e non è sfuggita al consigliere comunale di Santa Fiora Sergio Bovicelli, ex assessore provinciale ai trasporti, in forze a Rifondazione Comunista, che di limpidezza sul nuovo metodo ne vede molto poca. «La fornitura dell'acqua, cioè il servizio idrico integrato, avviene con un contratto sottoscritto dalla società e dall'utente, che non prevede una siffatta fatturazione», spiega Bovicelli. «In questo modo l'Acquedotto del Fiora modifica in maniera unilaterale questo contratto introducendo una norma vessatoria. Per di più non risulta assolutamente che l'Ato 6 Ombrone, che ancora è il soggetto preposto a inserire simili modifiche, abbia mai autorizzato l'introduzione di quest'acconto». L'Acquedotto ha insomma deciso di modificare il metodo di fatturazione senza chieder conto agli utenti. L'avviso dell'introduzione della nuova modalità di fatturazione viene infatti relegato a una breve nota scritta in calce alla bolletta. Un modo forse un po' sbrigativo per liquidare una manovra che porterà un sacco di quattrini nelle casse dell'Acquedotto. «Ormai ho una certa età e faccio politica da tanti anni - spiega Bovicelli - ma questa sfacciataggine non l'avevo mai vista. Capisco che ci sono difficoltà a finanziare il servizio idrico e dico perfino che, da utente, se mi avessero chiesto l'autorizzazione a variare il contratto non avrei rifiutato. Ma così proprio no. Ho la sensazione che quello che è uscito dalla porta sia stato fatto rientrare dalla finestra». "Addebito", infatti, è l'infausta parola che ha fatto ribollire il sangue degli utenti dell'Acquedotto per mesi e mesi, quando ancora vigeva la cauzione di 40 euro per chi pagava la bolletta dell'acqua senza usare l'addebito bancario. «Ora la cauzione viene chiesta solo ai morosi - spiega Bovicelli - dunque per gli altri si è trovato un'altra "soluzione"». Tirate le somme, tuttavia, il risultato è che toccherà pagare. «Rimane l'amarezza - conclude Bovicelli - che non c'è nessun controllo, né da parte dell'Ato né da parte dei sindaci. Non è possibile che per tutelare i cittadini ci si debba rivolgere sempre alla magistratura intasando le procure. I livelli politici di tutela dei cittadini ci sono; se non c'è tutela, significa che per questa modifica della tariffazione c'è un silenzio-assenso da parte dei sindaci».
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