Il Tirreno

Grosseto

LA STORIA

Da 10 anni è dell'Amministrazione da 8 si cerca un partner privato

<b>TERZO.</b> Alcuni casolari
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TERZO. Alcuni casolari

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 GROSSETO. Un decreto del ministero del Tesoro del 9 aprile del 2001 assegnò il Terzo - un bene proveniente dal patrimonio dell'Ente nazionale carta e cellulosa che era stato sciolto - al Comune di Grosseto a titolo gratuito. Al Comune passarono 640 ettari suddivisi in quattro corpi aziendali: il Terzo Nord (63 ettari tutti nel a Grosseto), il Terzo sud con oltre 91 ettari sempre nel Comune capoluogo, il podere Gli Scheti, in località Il Lupo, 19 ettari tutti nel Comune di Gavorrano e La Scagliata, oltre 431 ettari di bosco, quasi interamente in territorio grossetano, tranne una minima parte a Campagnatico. Inoltre entrarono nel patrimonio del Comune più di 10mila mq di immobili (in tutto 23 strutture di cui 6 destinate ad uso abitativo compresa la struttura del Lupo), e poi impianti sperimentali per circa 23 ettari che il decreto ministeriale definiva di rilevante valore scientifico in quanto contengono materiale genetico meritevole di essere conservato, un lago artificiale di circa 28mila metri quadrati interamente recintato con un capacità intorno ai 60mila metri cubi. Insieme alla proprietà, transitarono nell'organico del Comune anche i 14 dipendenti. I passi successivi del Comune furono la costituzione della società Il Terzo, per la gestione della parte vivaistica. Già nel 2003 si cominciò a parlare di bandi per la ricerca di un partner privato con cui portare avanti l'azienda. E le premesse per farne una vera impresa c'erano tutte, basti pensare che l'azienda, già in quegli anni aveva l'esclusiva del brevetto per il clone di cipresso che resiste al cancro che aveva attaccato i cipressi di Bolgheri. (e.p.)

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