Finanza
Ristorante e agriturismo ricoperti dal fango dopo la tracimazione del fosso. Strade e tombini in tilt
Bomba d'acqua sull'Amiata
Il maltempo ha danneggiato il Parco dei cigni, molte zone ancora isolate
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CASTEL DEL PIANO. Parco dei Cigni di Casteldelpiano semidistrutto, strade invase dai detriti, ristorante da Biboli allagato, agriturismo di Capovelli irraggiungibile con le auto nel guado. Foglie a terra e tombini saltati. La tempesta di acqua e grandine che si è abbattuta domenica e che ha imperversato per ore sull'Amiata, ha lasciato dietro di sé una poltiglia fangosa e la paura che possa ricapitare. Una fine d'estate col botto soprattutto per il Laghetto dei Cigni di Casteldelpiano. Alcune persone che vivono vicino all'imbocco della strada che porta verso la montagna, raccontano di essersi affacciati durante il temporale e di aver visto, per tutta l'astensione del parco, al posto dell'erba, un lago di acqua e fango e ovunque detriti di foglie, tronchi, oggetti che sono stati depositati dalla forza dell'acqua, a valle. Il fosso degli Ebrei che scende dalla parte sovrastante, ha rotto gli argini e si è abbattuto nel parco giungendo con violenza nella zona sottostante: ha travolto il ponticello di legno del parco trascinandolo metri lontano, ha scoperchiato un enorme tombino di ferro davanti all'ingresso, ha riempito il prato di detriti che si sono assiepati tutti attorno alle ringhiere delle due grandi vasche, in una delle quali vivono dei germani. E proprio questa vasca la mattina dopo conteneva fango e non più acqua. Sopra l'erba un alto cumulo di fanghiglia che gli operai hanno cominciato subito a ripulire, dopo il sopralluogo alle prime ore della mattina. Ci vorrà un bel po'di lavoro per risistemare la zona, fra le più suggestive e verdi di Casteldelpiano. E si dovrà pensare anche, suggeriscono i residenti, a ripulire il fosso, perché il tutto non si ripeta. Ma non solo il parco è stato lo scenario terribile di una tempesta di una violenza inaspettata. Anche molti segmenti della strada che porta nella parte alta della montagna erano invasi da detriti. L'acqua che scorreva nelle fossette che non riuscivano a riceverla, ha traboccato e ha portato sulla strada foglie e stecchi. E sulla stessa strada, il ristorante "Da Bimboli" è stato investito da un fiume d'acqua e fango e tutto il primo piano dell'edificio è andato sotto per una ventina di centimetri. Nell'interno del castagneto, il Podere-agriturismo Capovelli ieri non era ancora accessibile con le automobili perché il passaggio di accesso era stato invaso da uno strato alto di fango dove era impossibile alle vetture transitare. Anche nel comune di Arcidosso, nella strada che si snoda da San Lorenzo ai Capenti, all'altezza delle sorgenti del fiume Ente e della cascata d'Acqua d'Alto, il fosso è tracimato e un pozzetto non ha retto, andando così a inondare tutta l'area sottostante.
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