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La Maremma celebrata dalla stampa Usa

<b>TALAMONE.</b> La foto usata per il servizio del Washington Post
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TALAMONE. La foto usata per il servizio del Washington Post

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 GROSSETO. Con un lungo articolo pubblicato lo scorso 9 settembre, il noto quotidiano americano Washington Post - tra i più autorevoli degli Stati Uniti - ha celebrato la Maremma, le sue bellezze naturali e i suoi successi enogastronomici.  In oltre 10mila battute, il giornalista Jason Horowitz (la cui moglie ha passato in Maremma le estati da ragazza) accompagna il lettore americano alla scoperta dei piaceri della bella vita sul nostro territorio, senza lesinare dettagli dei borghi e consigli su dove mangiare bene e bere buon vino. Già dal titolo, il giudizio lusinghiero non lascia adito a dubbi: "In Maremma; tutto va a meraviglia", sentenzia infatti il columnist, mentre afferma quanto questo angolo di Toscana, nonostante le frequentazioni di star del rock internazionale e architetti di grido, si sia mantenuto incontaminato dal punto di vista naturale e, al contempo, in grado di gareggiare con le grandi mete del mondo per gli elevati standard qualitativi. Hotovitz, pur riferendo delle recenti cronache riguardo alla realizzazione dell'autostrada o delle polemiche sul proliferare delle sagre di paese, regala, di fatto, un grande affresco di quella che un tempo era conosciuta come "Bitter Maremma" e che ora, invece, è un territorio felice del quale pare impossibile non innamorarsi.  E nel suo articolo il Washington post cita anche Il Tirreno per i nostri titoli sui due giorni di Bono degli U2 in Maremma e il nostro "incontro ravvicinato" con il grandissimo artista.  «La stampa internazionale certifica una percezione corretta della nostra realtà - commenta Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto -. Si tratta di un grande riconoscimento che consacra il nostro territorio. La Maremma e la sua gente dimostrano, in questo momento storico, una crescente voglia di protagonismo: non siamo di fronte alla solita autocelebrazione stereotipata della "maremmanità" ma ad un cambiamento di rotta nel modo di lavorare e di presentarsi al mondo. Chi vive questo territorio ha investito nella tradizione e, al contempo, nell'innovazione; ha deciso di impegnarsi nell'affermare specificità e capacità. È sintomo di una rinnovata intelligenza che, come testimonia il Washington Post, porta solo consensi».

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