Sicurezza
La spiegazione dellesperto
Un'eventualità rara ma ancora possibile
Gian Ugo Berti
1 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Rara, ma possibile, nonostante i controlli medici, la eventualità di uno strozzamento fetale da parte del cordone ombelicale è purtroppo una oggettiva realtà clinica. In sostanza, rappresenta uno dei motivi per cui, ancor oggi, un parto a rischio zero non esiste. L'ecografia prenatale non evidenzia, infatti, l'immagine del cordone e dunque, anche se l'esame non mette in chiaro problemi, al momento della nascita può concretizzarsi una sofferenza fetale per una ridotta portata di sangue provocata dal restringimento cordonale. Ogni caso fa a sé, ma il bambino può nascere regolarmente pur con il cordone stretto al collo e le successive manovre per liberarlo, così come il soffocamento può avvenire ancor prima della nascita. Quando si inizia la stimolazione del parto - mediamente non più tardi del decimo-undicesimo giorno dopo la fine del tempo - il controllo clinico viene condotto attraverso la valutazione medica della gestante e la esecuzione periodica del tracciato cardiotocografico, cioè la registrazione del battito cardiaco fetale. Il rilevamento di una alterazione di questo ritmo è indice di sofferenza fetale e dunque il campanello d'allarme per prendere opportune decisioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google