La manifestazione
Ucciso dal cordone ombelicale
Francesca Gori
Tragedia per una giovane coppia di Roccastrada. La madre era stata ricoverata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Per il piccolo non c'è stato niente da fare
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Venerdì doveva essere il giorno più felice della vita di Michela e Nicola. Il giorno della nascita del loro primo figlio, un bambino sognato da quando i due si erano sposati. Doveva essere. Perché venerdì, per la giovane coppia di Roccastrada si è trasformato in un incubo. Il loro bambino, che fino al giorno prima scalciava nella pancia di Michela, era morto.
Tutto è cominciato venerdì. Michela sapeva che di lì a poco, quel piccolino che aveva tenuto nove mesi in grembo, sarebbe nato. Michela Gorelli è giovane, ha solo 28 anni. Nicola Martellucci è poco più grande di lei. La donna venerdì non sentiva più il suo piccino muoversi e si è fatta accompagnare al Misericordia. I medici l'hanno visitata subito, ma quando hanno fatto l'ecografia hanno capito che per quel piccolino non c'era più niente da fare. Il suo cuore, aveva smesso di battere. Sono state le immagini dell'ecografia a raccontare ai due quasi genitori cosa era successo. Un incidente, di quelli imponderabili. Il cordone ombelicale che aveva tenuto in vita il bambino era stretto attorno al suo collo.
Michela non poteva essersi accorta di niente. I medici, che l'avevano visitata qualche giorno prima, alla scadenza del tempo di gestazione avevano visto che quel bambino era sano e cresciuto. L'imponderabile, appunto.
La ragazza è stata ricoverata subito nel reparto di Ostetricia e Ginecologia diretta dal dottor Giuseppe Mazzullo e le hanno praticato il parto cesareo. Sabato mattina, sulla salma del bimbo è stato effettuato il riscontro diagnostico disposto dall'azienda sanitaria. I risultati, però, i genitori li conosceranno tra un po' di tempo.
Nicola e Michela si sono conosciuti anni fa. A Roccastrada, dove vivono da sempre. Michela è una ragazza bellissima. Una voce da usignolo, Michela cantava con l'orchestra Novelli di Asciano in provincia di Siena. L'ultima volta Michela aveva calcato le scene per l'ultimo dell'anno. Aveva cantato e ballato. Poi l'orchestra aveva dovuto trovare un'altra cantante. Michela era incinta, e anche solo partecipare alle prove, ad Asciano appunto, diventava per lei difficile. I suoi compagni d'orchestra erano rimasti in contatto con lei e con Nicola. Si erano sentiti spesso in questi mesi e Michela era sempre rassicurante. E raggiante. «Negli ultimi due giorni abbiamo provato a chiamarla - dicono i musicisti - ma il telefono era sempre spento. Una tragedia del genere non ce la saremmo mai aspettata». Una tragedia vera. Che non è dipesa da nessuno, se non da una tragica fatalità che nessuno poteva evitare.
Tutto è cominciato venerdì. Michela sapeva che di lì a poco, quel piccolino che aveva tenuto nove mesi in grembo, sarebbe nato. Michela Gorelli è giovane, ha solo 28 anni. Nicola Martellucci è poco più grande di lei. La donna venerdì non sentiva più il suo piccino muoversi e si è fatta accompagnare al Misericordia. I medici l'hanno visitata subito, ma quando hanno fatto l'ecografia hanno capito che per quel piccolino non c'era più niente da fare. Il suo cuore, aveva smesso di battere. Sono state le immagini dell'ecografia a raccontare ai due quasi genitori cosa era successo. Un incidente, di quelli imponderabili. Il cordone ombelicale che aveva tenuto in vita il bambino era stretto attorno al suo collo.
Michela non poteva essersi accorta di niente. I medici, che l'avevano visitata qualche giorno prima, alla scadenza del tempo di gestazione avevano visto che quel bambino era sano e cresciuto. L'imponderabile, appunto.
La ragazza è stata ricoverata subito nel reparto di Ostetricia e Ginecologia diretta dal dottor Giuseppe Mazzullo e le hanno praticato il parto cesareo. Sabato mattina, sulla salma del bimbo è stato effettuato il riscontro diagnostico disposto dall'azienda sanitaria. I risultati, però, i genitori li conosceranno tra un po' di tempo.
Nicola e Michela si sono conosciuti anni fa. A Roccastrada, dove vivono da sempre. Michela è una ragazza bellissima. Una voce da usignolo, Michela cantava con l'orchestra Novelli di Asciano in provincia di Siena. L'ultima volta Michela aveva calcato le scene per l'ultimo dell'anno. Aveva cantato e ballato. Poi l'orchestra aveva dovuto trovare un'altra cantante. Michela era incinta, e anche solo partecipare alle prove, ad Asciano appunto, diventava per lei difficile. I suoi compagni d'orchestra erano rimasti in contatto con lei e con Nicola. Si erano sentiti spesso in questi mesi e Michela era sempre rassicurante. E raggiante. «Negli ultimi due giorni abbiamo provato a chiamarla - dicono i musicisti - ma il telefono era sempre spento. Una tragedia del genere non ce la saremmo mai aspettata». Una tragedia vera. Che non è dipesa da nessuno, se non da una tragica fatalità che nessuno poteva evitare.
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