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Grosseto

I RETROSCENA

Spaccatura profonda, anche il sindaco è a rischio

<b>SEGRETARIO. </b>Roberto Calvellini
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SEGRETARIO. Roberto Calvellini

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 ROCCASTRADA. Tutti contro il sindaco? Tutti contro il segretario del Pd Calvellini? No, tutti contro tutti. Le turbolenze degli ultimi mesi, a Roccastrada, affondano le radici nel passato. Dietro a dimissioni concordate, meline, cianchette e delazioni c'è una classe dirigente orfana di Leonardo Marras. Sono i professionisti del partito, i neopensionati con tanto tempo libero, i funzionari e i dirigenti del Comune che vivono meglio nel sapere che il sindaco non è messo sotto controllo dal Pd. Vecchie e nuove relazioni che si uniscono.  Roccastrada può essere governata solo se acceleri e non ti fai mai impantanare dalle beghe locali, che diventano sabbie mobili. Il sindaco e la giunta, purtroppo, sono rimasti fermi per due anni. Nel frattempo è stato permesso a qualche responsabile di esercitare potere senza alcun limite. Qualcuno di questi ha messo i remi in barca, altri fanno finta di remare, altri ancora seguono la corrente e guardano troppo la riva, il passato (Marras, ma anche il sistema anni '80).  E' vero, qui siamo in tanti a non essere convinti dell'utilità del megaparco fotovoltaico dell'Aratrice, ma attenzione perchè rinunciarvi a priori sarebbe il preludio al blocco totale di ogni altra iniziativa "spinta". Con un'amministrazione debole e divisa il timore è che le guerriglie d'ambiente possano toccare, a breve, altre aree nevralgiche: le cave, il Madonnino. Magari riaccendendo la speranza, in qualcuno, di un Progetto Roccastrada 2.0, fatto di socialismo reale de noantri, contro dinamiche di sviluppo che, per necessità, devono essere di carattere produttivo. Punto e basta. Altrimenti si muore.  Il dibattito reale, quindi, non è sull'età degli assessori ma sulle linee di indirizzo del governo. Che in Comune sembrano completamente assenti. Adesso Calvellini cerca di colmare questo vuoto e incontra oppositori con motivazioni e obiettivi diversi. Difficile, da fuori, stabilire chi ha ragione.  Leonardo Marras ha scelto di non intervenire, di non parteggiare. Quello che ha fatto di buono - tra il '99 e il 2009 - poteva essere patrimonio collettivo, ma nessuno è stato in grado di raccoglierlo. Delle responsabilità di Marras - incapace di preparare e gestire la successione - ne parleremo un'altra volta. Ci sono e in questa fase appaiono ancora più evidenti. Peccato. (gb)

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