Il Tirreno

Grosseto

«Scusate i disagi, facciamo il meglio»

<b>PRESIDENTE DEL FIORA.</b> Claudio Ceroni
◗
PRESIDENTE DEL FIORA. Claudio Ceroni

Il presidente Ceroni: è un periodo difficile per siccità e terreni «Per cambiare la situazione servono investimenti per 20 milioni»

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Diecimila chilometri di tubature vecchie di almeno 40 anni, condotte che perdono circa il 42% dell'acqua che trasportano. Una sfida al limite, per il Fiora, quella di ridurre le perdite. L'obiettivo è arrivare nel 2026 a un risparmio di 8 milioni di metri cubi d'acqua rispetto agli sversamenti attuali. «Questa mattina sono stato mezz'ora al telefono con il sindaco Bonifazi - attacca Claudio Ceroni, presidente della spa - gli ho spiegato cosa è successo, dove nasce l'emergenza di questi giorni, con forti disagi a Barbaruta, Istia, Roselle, Grancia. Mi sono scusato con lui e lo faccio anche con i cittadini di Grosseto e dei paesi che nelle ultime settimane hanno vissuto disagi. Purtroppo con i terreni siccitosi le condutture subiscono maggiori sollecitazioni, diventano più fragili e i guasti si moltiplicano. Ad agosto-settembre capitano situazioni di questo tipo, con rotture a ripetizione. Siamo pronti all'emergenze ma a volte il problema è talmente impegnativo che servono ore e ore di lavoro e l'interruzione del flusso».  Ceroni questo ritornello lo ripete dal giorno del suo insediamento. «Per tamponare la situazione occorrerebbe sostituire circa 200 km di tubi ogni anno. Servono 20 milioni di euro solo per questo. Con le risorse che abbiamo a disposizione, circa 25 milioni di euro all'anno non possiamo farcela, a meno di rinunciare a realizzare i depuratori e tutti gli altri interventi che effettuiamo». L'Acquedotto del Fiora fino al 2005 ha potuto fare ben pochi investimenti. Nel 2005 sono stati sostituiti 50 km di condotte, l'anno successivo 70, nel 2007 il boom, con ben 208 km sostituiti, ma è stata un'annata eccezionale e nel 2008 si è tornati ai 70 km. Più o meno lo stesso nel 2009 e nel 2010.  «Poi - prosegue Ceroni - dobbiamo tener conto che la nostra rete è stata costruita a tratti, su territori franosi, in età diverse. La vita media delle condutture è stimata in 50 anni. Noi ci sforziamo di offrire i migliori servizi possibili, compatibilmente con le risorse che abbiamo. Certo, gestire la situazione nel Fiorentino è più facile; lì - a fronte di una popolazione pagante 10 volte superiore a quella del Grossetano - c'è una rete idrica 3 volte più corta. Più soldi, meno buchi, meno sprechi». (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze