Il Tirreno

Grosseto

Chiedono le dimissioni anche per le offese ricevute nel corso di una riunione con il gruppo femminile

«Troppa politica», volontari contro Meozzi

Alfredo Faetti
<b>SOTTO ACCUSA.</b> Il commissario Alduvinca Meozzi
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SOTTO ACCUSA. Il commissario Alduvinca Meozzi

Il commissario della Cri criticato dalla sezione: «Tanti interessi e poca beneficenza»

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 SCARLINO. Rifiuto di fronte anche alla minima spesa, offese e Cri utilizzata come «vetrina» per far politica. Tutto questo, un solo imputato: il commissario Alduvinca Meozzi. I volontari in riserva rompono il silenzio sulla crisi del comitato. E c'è anche una vicenda sui profughi. Qualcosa si è mosso. La crisi della Cri è lontana dall'essere risolta, ma la situazione è un po' più chiara.  Quanto meno i volontari, illustrando le motivazioni della loro protesta contro il commissario Meozzi, hanno messo sul tavolo i temi del confronto. Chiedono di non essere chiamati "dissidenti", non vogliono sentir parlare di "sciopero bianco" nè di quanto ha detto il commissario provinciale Hubert Corsi, ossia che «abbiamo preso la Cri come un albergo». «Noi - scrivono in una nota congiunta - siamo solo persone che anni fa hanno preso una decisione: aiutare chi ha bisogno. Lo facciamo senza alcun interesse né economico né politico, il nostro compenso è il grazie che riceviamo da chi si è sentito appagato dell'aiuto prestato».  Detto questo ci sono i temi caldi, origine delle vicende scarlinesi. I punti sono tanti, ma uno ha un titolo emblematico: "politica in Cri". Una delle accuse che i volontari rivolgono a Meozzi, infatti, è «il suo fare politica anche in Croce rossa, mettendosi in mostra in ogni occasione». Un esempio è la «campagna elettorale con foto in divisa della Cri e gli articoli dei giornali riguardanti solo lei, snobbando il lavoro dei volontari».  Insomma, «abbiamo un Commissario a cui piace fare vetrina, solo per lo scopo personale di rilanciarsi in politica». Ma ci sono anche altre vicende, come l'idea «di offrire agli iscritti del nuovo corso una serata in pizzeria» a cui dicono i volontari Meozzi rispose picche.  Stesso copione, sostengono, «per poter devolvere 5000 euro agli orfani del commissario del comitato di Gavorrano, deceduto per incidente stradale. Per farle cambiare idea dovemmo far intervenire i vertici nazionali e regionali». Questo a dire «che il nostro commissario, anche per le spese più piccole, rispondeva sempre negativamente, creando attriti e discussioni». C'è anche un caso profughi a incrinare i rapporti tra le dua parti, quando saltò fuori che alcuni esuli «erano affetti da scabbia e tbc». A quel punto, «mostrammo il nostro dissenso contro chi era preposto (Prefettura e Asl) a darne informazione alle varie associazione di volontariato. Da lì parti una serie di testa a testa fra i volontari e l'allora direttore della Asl 9 di Grosseto Calabretta, il quale si faceva intervistare con il sorriso sulle labbra». A far infuriare i volontari scarlinesi, il fatto che «Meozzi non prese posizione in nostro favore».  Di fronte a tutto questo è stata chiesta la testa del commisario locale ai vertici della Cri, senza però essere accontentati. A quel punto c'è stato un incontro tra Meozzi e il reparto femminile della Cri, in cui la sezione confermò la fiducia al commisario.  Ma è successo anche altro in quella stanza. «Esiste una registrazione fatta da qualche volontaria presente dove si sente la Meozzi rivolgere gravi offese ai volontari. Dopo ciò, i volontari chiesero ufficialmente di organizzare una riunione con la sezione femminile dell'associazione per chiarimenti che ancora non è stata convocata».

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