Il dolore
Il collegio di Royal Tuscany non avrebbe preteso dalla società alcun pagamento
«Mabro, mai messi ostacoli»
Francesca Gori
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MABRO. Lo stabilimento Il presidente dei revisori smentisce i sindacati
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GROSSETO. «Il collegio dei sindaci revisori di Royal Tuscany non ha mai fatto alcuna richiesta ad Abbigliamento Grosseto». La giornata della Mabro, ieri mattina è cominciata con l'incontro tra il presidente del collegio dei revisori della società guidata da Aldo Invitti, ora in liquidazione, e il commissario Marco Milanesio. In ballo c'è il concordato preventivo e l'adunanza dei creditori di Royal Tuscany, che giovedì si troveranno in tribunale a decidere le sorti dell'azienda. Ma le parole dei sindacati, che avevano parlato di «bastoni tra le ruote» messi proprio dal collegio dei sindaci revisori al progetto di rilancio dell'azienda firmato Andrea Barontini, non sono piaciute a chi controlla i bilanci della società che sta andando verso il concordato. «C'è unità d'intenti tra noi e i liquidatori dell'azienda - tuona Maurizio Solaro, presidente del collegio dei revisori - e non abbiamo mai avuto alcun contatto con Abbigliamento Grosseto. Nessuno ha l'interesse a far fallire né la società che sta andando al concordato e nemmeno Abbigliamento grosseto». La questione, che sembra di lana caprina, in realtà è molto più semplice. Abbigliamento Grosseto è stata rilevata dall'imprenditore pratese Andrea Barontini. E, di fatto, l'azienda si identifica ora con la Mabro. Lo stesso succedeva quando al comando c'erano Aldo Invitti e Antonio di Pietrantonio, amministratore delegato e presidente di Royal Tuscany Fashion Group. È normale quindi che nel passaggio delle quote, qualche credito l'una azienda lo abbia maturato nei confronti dell'altra. Ed è normale anche che una società in liquidazione possa chiedere di rientrare di una certa cifra prima di arrivare all'adunanza dei creditori. Se le cose sono andate in questo modo, i sindaci revisori sono stati zelanti nel fare il loro lavoro, in vista del concordato, chiedendo ai liquidatori di incassare un credito che è iscritto a bilancio. E infatti, i sindaci revisori avrebbero soltanto detto alla società Royal Tuscany di rientrare del credito vantato su Abbigliamento Grosseto. Nessun passaggio diretto, quindi, tra i sindaci revisoro e l'imprenditore pratese. Questo zelo, però, potrebbe avere come conseguenza che Abbigliamento Grosseto, che secondo gli accordi in parte quel debito lo ha già pagato accollandosi costi del personale, potrebbe avere alcune difficoltà economiche. L'allarme dei sindacati quindi, andava soltanto in questa direzione. Il collegio dei sindaci chiede a Royal Tuscany di sistemare i conti in vista del concordato, la società richiede i suoi crediti a chi le deve ancora qualcosa. Tra questi, c'è anche Abbigliamento Grosseto. Una faccenda, questa, della quale nessuno vuol parlare. L'unica preoccupazione che il collegio sindacale e i liquidatori hanno manifestato è quella di arrivare al concordato con un'adunanza che voti a favore della società, e salvi quindi dal fallimento Roya Tuscany. Un fallimento che potrebbe pesare anche sulle spalle delle nuova proprietà Mabro. I tre sindacati di categoria, dopo l'incontro di giovedì con la proprietà al quale ha partecipato anche Confindustria, lo hanno detto chiaro e tondo. I sindaci revisori invece, hanno rispedito al mittente le accuse, smentendo categoricamente di aver chiesto qualcosa alla società di Barontini. I conti, alla fine, saranno chiari: saranno quelli della relazione che il commissario presenterà al tribunale per il concordato.
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