Il dolore
Sindaco ineleggibile. Dopo che il tribunale ha detto no, i legali del primo cittadino puntano il dito sugli uffici
Borghi svela l'arma del controricorso
Alfredo Faetti
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GAVORRANO Il sindaco Massimo Borghi L'ombra di un conflitto di interessi sulla responsabile del procedimento
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GAVORRANO. C'è un dettaglio nel controricorso dei legali di Massimo Borghi. Un dettaglio fatto di nomi, due dei quali uniti in matrimonio: uno è quello di un candidato del centrodestra, e l'altro è della moglie, funzionaria comunale, che avrebbe negato la retroattività dell'aspettativa. E a Gavorrano torna a soffiare aria di tempesta. Spulciando il controricorso, firmato da Mario Giarrusso e Nicola Tamburro, troviamo nero su bianco la ricostruzione fatta dai legali del sindaco di Gavorrano sui giorni della presentazione della famosa aspettativa. È proprio il ritardo nella consegna di questo documento che ha spinto il giudice Giulia Conte giovedì mattina a indicare Borghi come ineleggibile. Ed è anche sulla dinamica dei fatti che riguardano la consegna dell'aspettativa che gli avvocati del primo cittadino basano la loro difesa. Torniamo alla metà di aprile, quando il termine per consegnare le liste elettorali (e quindi per chiedere l'aspettativa da dipendente comunale) sta per scoccare. Il 16 aprile (ultimo giorno utile) Borghi va in Comune per consegnare la propria domanda di aspettativa accompagnato da Giorgio Melillo, presentatore della sua lista. «L'ufficio protocollo però, sin dalle 10,30, era inspiegabilmente chiuso» recita il controricorso. A quel punto Borghi, «dopo aver atteso inutilmente l'apertura dell'ufficio fino alle 12 e nella materiale impossibilità di presentare l'istanza di collocamento in aspettativa», è tornato a casa rimandando il tutto a lunedì quando si è presentato di nuovo in Comune «specificando che intendeva essere collocato in aspettativa dalla data del 1 aprile». Ed è qui che entra in gioco la moglie di Simonetti. «La responsabile delle risorse umane del Comune, moglie del candidato di una lista che si contrapponeva a quella di Borghi - prosegue il documento - disponeva il collocamento in aspettativa di quest'ultimo a far data dal 20 aprile». Da quel punto in poi la storia è nota: Borghi corre regolarmente, vince senza problemi le elezioni, il consiglio comunale lo proclama sindaco di Gavorrano e passo dopo passo arriviamo a oggi, attraverso il ricorso presentato dalla Prefettura. «Secondo questo ricorso - riparte il documento dei legali del sindaco - Borghi sarebbe incorso in ineleggibilità poiché avrebbe presentato la domanda soltanto il 18 aprile e la stessa sarebbe stata concessa solo il 20». Per questo gli avvocati sostengono che l'azione della Prefettura sia «infondata», dato che non sarebbe sorto nessun caso di eleggibilità «se Borghi avese potuto presentare la domanda il 16 aprile (considerando che l'aspettativa è stata esitata dall'amministrazione)» e allo stesso modo se «l'ufficio Risorse umane avesse accolto, come avrebbe legittimamente potuto e dovuto fare, la domanda di aspettativa nei termini richiesti da Borghi» (ossia prima del 16 aprile). Per tutto questo i legali hanno inserito all'interno del controricorso la richiesta di poter «ammetter prova testimoniale diretta» di Giorgio Melillo, della responsabile dell'ufficio protocollo e di quella del servizio Organizzazione e Risorse umane. Il candidato in questione al momento non rilascia nessuna dichiarazione, dato che si trova altrove per motivi personali. Allo stesso modo la moglie. Ma c'è da scommettere che la questione non si chiuda qui.
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