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Grosseto

Bus non vende biglietti, passeggero multato

Bus non vende biglietti, passeggero multato

Il caso: l'autista è sprovvisto di ticket e scatta la sanzione

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 GROSSETO. L'autista dell'autobus non ha i biglietti e il passeggero che viaggia senza viene multato. Ma la colpa è dell'azienda di trasporti perché il suo autista è rimasto sprovvisto dei biglietti o del passeggero che sale senza aver fatto il biglietto a terra? Il caso viene sollevato da una famiglia residente nel Grossetano e riguarda una multa contestata durante una corsa notturna della Tiemme a una giovanissima, non ancora maggiorenne. A rendere pubblico quanto successo alla figlia è il padre, deciso a voler andare fino in fondo.  Il 31 luglio scorso è passata da poco la mezzanotte quando sua figlia insieme ad altre amiche prende l'autobus della linea 14 per rientrare a casa da Castiglione della Pescaia dove ha trascorso la serata. La giovane chiede all'autista di acquistare il biglietto ma questi ne è sprovvisto. Stesso problema per le amiche e altri passeggeri che a quell'ora non potevano acquistare altrove il biglietto.  A metà corsa sale però un controllore che notifica la multa a chi è senza ticket. Un gruppo di ragazzi decide di chiamare i carabinieri di Castiglione della Pescaia perché non ci sta a pagare la multa. I carabinieri capiscono il disagio dei ragazzi e li invitano a farsi notificare la sanzione per poi contestarla il giorno dopo agli uffici della Tiemme. Consiglio che la giovanissima mette in pratica chiedendo, con una lettera firmata anche dai genitori, «la cancellazione della sanzione in quanto non responsabile del mancato pagamento del biglietto». La risposta al ricorso, datata 30 agosto, è arrivata nei giorni scorsi e ha lasciato esterrefatto il padre della ragazza multata. La Tiemme si appella in sostanza al regolamento ricordando che deve essere cura del passeggero munirsi di biglietto prima di salire sull'autobus e che «può capitare che l'autista resti sguarnito dei titoli di viaggio». Ma il padre della ragazza esprime tutto il suo disappunto: «Non è per i 42 euro (importo destinato peraltro a crescere fino alla tariffa massima col passare del tempo, ndc) - lamenta il nostro lettore - È una questione di principio. Dove avrebbe potuto fare il biglietto a mezzanotte e mezzo mia figlia se non sull'autobus? Si parla tanto di incentivare i giovanissimi a utilizzare il servizio pubblico per ridurre i rischi legati agli spostamenti con altri mezzi e poi si fa una stangata del genere?». In effetti quella sera di multe ne sono fioccate parecchie, testimonia il nostro lettore: tutti avevano provato ad acquistare il biglietto e si sono trovati costretti a fare i "portoghesi", ma non per scelta loro. «Ritengo inadeguata la risposta al ricorso di mia figlia - conclude il padre della giovane - e non temo di andare per le vie legali perché pensiamo di essere nel giusto». S. L.

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