Il Tirreno

Grosseto

Al Prefetto le chiavi dell'anagrafe

<b>SINDACI.</b> Di fronte alla prefettura
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SINDACI. Di fronte alla prefettura

Riconsegnate simbolicamente da 25 primi cittadini su 28

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 ROCCASTRADA. «Queste sono le chiavi degli uffici dell'anagrafe e dello stato civile. Riconsegnandole a lei, signor Prefetto, manifestiamo il nostro civile disappunto contro questa manovra del governo». Un civile disappunto, come lo chiama il sindaco di Grosseto Bonifazi, di 25 amministrazioni comunali su 28.  Hanno voluto manifestare con la riconsegna simbolica al Prefetto Linardi delle chiavi degli uffici dell'anagrafe e dello stato civile insieme alle deleghe corrispondenti. Dopo l'approvazione della manovra con la fiducia anche alla Camera, i sindaci hanno manifestato in maniera analoga in tutta Italia, con epicentro a Roma, sotto impulso dell'Anci. I primi cittadini lamentano l'insopportabilità del combinato tra tagli, nel 2012 2 miliardi in meno solo per i comuni e 6 miliardi per tutti gli enti locali, l'aumento dell'iva e patto di stabilità che si vanno ad aggiungere, o meglio a sottrarre, all'eliminazione dell'Ici sulla prima casa. Una tenaglia che imporrebbe loro l'aumento delle tasse (Ifel, l'istituto per la finanza e l'economia locale dice che il 60% dei comuni dovrà aumentare le tasse e nel 2012 ci saranno 136 euro a testa in meno ndc) o la riduzione dei servizi, il tutto a scapito dei cittadini che vedrebbero nei borgomastri, e non nel governo centrale, i responsabili dei disservizi o dell'aumento delle imposte. In Prefettura oltre a Bonifazi tra i sindaci c'erano Baldi di Follonica, Bai di Massa Marittima, Seccarecci di Pitigliano, Innocenti di Roccastrada, Tofanelli di Magliano e Mambrini di Castell'Azzara. Gli altri comuni (Arcidosso, Capalbio, Castel del Piano, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Civitella Paganico, Gavorrano, Manciano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Orbetello, Roccalbegna, Santa Fiora, Scansano, Scarlino, Seggiano, Semproniano, Sorano) erano rappresentati da vicesindaci o assessori. Tra questi c'era anche Roccalbegna che, nei giorni scorsi, sembrava non dovesse aderire allo sciopero come hanno scelto di fare i comuni dell'Isola del Giglio, dell'Argentario e di Campagnatico. «E' ancora presto per esprimere un giudizio complessivo sugli effetti delle ricadute del federalismo municipale e le questioni di principio devono lasciare spazio ai fatti» avevano detto i tre sindaci Ortelli, Cerulli e Tistarelli, tutti appartenenti a giunte di centrodestra sebbene l'Anci, a più riprese, ha sottolineato l'apoliticità e la trasversalità della protesta. «Non è una protesta di parte - ha voluto chiarire il Sindaco Bonifazi - perché vi partecipano amministratori di ogni colore politico in tutta Italia e perché l'Anci rappresenta tutti i sindaci». Dopo aver ricevuto le chiavi all'interno di una scatola trasparente, che secondo i sindaci rappresenta la limpidezza del loro operato, il prefetto Linardi li ha ringraziati per «i modi istituzionalmente civili della vostra protesta. In tempi brevi mi farò portavoce del vostro disagio come quello delle parti sociali presso la Presidenza del consiglio». All'esterno della Prefettura erano presenti Anpi e Cgil. (l.s.) Altro servizio a pagina 5

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