Il Tirreno

Grosseto

«Tutto previsto dalla normativa»

El. Gi.
<b>FARMACIE.</b> Due punti vendita privati a Grosseto
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FARMACIE. Due punti vendita privati a Grosseto

Il direttore Zuccherelli: «Polemiche sbagliate»

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 GROSSETO. «Perdita di introiti e competenze scippate da figure non specializzate» è la prospettiva non rosea che l'ordine dei farmacisti maremmani dà alla questione. L'erogazione diretta da parte dell'ospedale - spiega il presidente Alfredo Discepoli - rischia di affossare la categoria che non venderà più farmaci passati dal sistema sanitario nazionale. Ma oltre al danno economico si affaccerebbe un problema di competenze. «I farmacisti sono figure specializzate nella vendita del farmaco, gli infermieri no. Abbiamo lottato una vita - dice Discepoli - per non dare più la possibilità ai commessi di vendere medicinali senza essere laureati, e ora ci troviamo punto e a capo».  Intanto l'Asl 9 smentisce. «Ma chi lì ha detto: nulla di tutto questo». Intanto l'erogazione diretta «è una procedura prevista dalla normativa nazionale e ribadita da quella regionale e che chiama in causa tutte le figure», spiega Danilo Zuccherelli, direttore sanitario dell'Asl 9 il quale - rovesciando la protesta dei farmacisti - stempera la burrasca precisando che «non c'è nulla di nuovo è rispetto al passato». L'erogazione diretta, dice, fa riferimento alla legge 405 del 2001 ribadita della Regione e che ora l'Asl 9 ha voluto «richiamare all'attenzione dei medici ospedalieri per ribadire la necessità di quel percorso», dato che tra le linee dell'Asl c'è sempre quella di contenere le spese e risparmiare sui farmaci. «Con questa nota volevamo stimolare l'attenzione degli operatori medici sulla distribuzione dei farmaci al punto ospedaliero», dice il direttore spiegando come le stesse farmacie ospedaliere «saranno potenziate», probabilmente con orari e personale aggiuntivi. «Nessuno chiama in causa l'infermiere dei reparti» in un accavallamento di competenze con i farmacisti, smentisce Zuccherelli (nonostante vi sia nella nota un riferimento preciso al «personale infermieristico chiamato ad apporre le fustelle» quando le farmacie ospedaliere sono chiuse). «Tutto il personale collabora ed è chiamato a contribuire, dai medici agli infermieri ai farmacisti ospedalieri, all'assistenza farmacologica al paziente che non fa altro che proseguire, andando nella farmacia ospedaliera o con rispristino scorte, l'assistenza in reparto dov'era ricoverato, tutto qua».  

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