Proteste
Senza casa per l'autostrada
Giulia Calchetti
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LA RABBIA. Dei residenti lungo lAurelia Finiscono tra gli espropriati, si rivolgono a un legale
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ORBETELLO. «Ci sentiamo presi in giro, ma sopratutto ci sentiamo come se ci stesse per crollare il mondo addosso». A parlare, con l'amaro in bocca e la tristezza negli occhi sono le signore Fatima Rispoli e Luana Giacomelli, due delle residenti nelle ville situate lungo la Statale Aurelia vicino Orbetello Scalo, potenziali vittime degli espropri da parte della Sat. Espropri necessari per compiere la realizzazione dell'Autostrada Tirrenica, quella mostruosa infrastruttura che nella Maremma nessuno si augura di vedere. Le signore Rispoli e Giacomelli vivono in quelle abitazioni insieme alle loro famiglie. Non sono gli unici nuclei abitativi di quella zona. Sono esattamente cinque gli appartamenti che ospitano persone e i loro ricordi, che spesso possono essere assai più preziosi dei loro averi. Le case in questione, un tempo appartenenti all'ex polverificio Sipe Nobel, furono create agli inizi del '900 per ospitare i dirigenti della fabbrica e in seguito sono state dichiarate come case di pregio su zona vincolata dalle Belle Arti. Gli inquilini che attualmente vi risiedono, prima erano soltanto semplici affittuari e in seguito, grazie ai loro sforzi, sono riusciti a diventarne i legittimi proprietari. Adesso hanno timore di vedersi portare via quello che per loro rappresenta una vita di sacrifici e rinunce e di sogni futuri. Non solo paura traspare dalle parole della signora Giacomelli, la quale si fa portavoce delle cinque famiglie, alla fine è il risentimento che prende sopravvento: «Sono molto arrabbiata perché né la Sat o nessun altro si sono preoccupati di comunicarci che eravamo a rischio esproprio - racconta la donna - addirittura neanche nell'elenco degli espropriati apparivano i nostri nomi, ci siamo dovuti attivare per cercare le nostre particelle nella cartina». La signora e gli altri proprietari, carichi di apprensione per il futuro, hanno contattato un legale e un geometra per le perizie, spendendo 2.100 euro a famiglia, con la speranza che questi possano tutelarli e aiutarli a far sentire la loro voce. «Se necessario spenderemo anche migliaia di euro per non vedere rasi al suolo il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro - continua - Ricorreremo anche al Tar, qualora sia necessario, per far valere i nostri diritti. Chiederò i danni morali per quanto ci stanno facendo». La signora Giacomelli conclude manifestando tutto il suo sdegno per gli ambientalisti, i quali poco si sono fatti sentire in tutta questa vicenda che sta a cuore a tutti i maremmani: «Sono una maestra delle scuole elementari, tra un anno andrò in pensione. I miei alunni - racconta - li ho sempre portati a visitare l'oasi del Wwf, ma non lo farò più perché sia il Wwf che gli ambientalisti mi hanno profondamente deluso perché stanno permettendo la devastazione del nostro territorio».
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