Il Tirreno

Grosseto

Roccastrada, riunione fiume del Pd

Gabriele Baldanzi
<b>SINDACO.</b> Giancarlo Innocenti
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SINDACO. Giancarlo Innocenti

La spaccatura tra fedelissimi della segreteria e fronda dibattuta dal consiglio direttivo fino alle due del mattino

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 ROCCASTRADA. Si è conclusa alle 2 di mattina, martedì, la riunone del direttivo comunale del Pd di Roccastrada, caratterizzato dalla contrapposizione tra due anime del partito, ormai chiaramente distinte: i fedelissimi del segretario Roberto Calvellini e una fronda che è cresciuta nell'ultimo anno, trasversale alle frazioni, ma con qualche aderente anche nel capoluogo. Il sindaco Giancarlo Innocenti sta in mezzo. Oggetto della riunione il rimpasto di giunta, i nuovi ruoli, la ripartenza, il programma per la seconda parte del mandato.  Comune desaparecido. Il terremoto di fine estate (vicesindaco e due assessori dimissionari) è di quelli che lasciano conseguenze. Il territorio vive un periodo di difficoltà, il Comune appare sempre più povero e distante, soprattutto da alcune frazioni. Il Madonnino non decolla. Per la crisi complessiva e non solo. La proiezione esterna dell'amministrazione, la sua visibilità, è stata azzerata dal 2009 ad oggi.  Sacrifici e divisioni. In questo clima, come è facile comprendere, qualcosa era necessario cambiare. Si sono fatti da parte il vicesindaco Fenili e l'assessore Chiavacci. Prima di loro era già uscito di scena un altro amministratore, Filippo Checcucci. Negli ultimi mesi, all'interno del Pd, ogni occasione è stata colta al volo per dividersi: dal dibattito e gli atti sull'unione dei Comuni (con il divorzio dalla Comunità montana) alla verifica del programma.  La coperta corta. Intanto il dimagrimento della giunta è saltato. «Restiamo in sette, perché ho assunto un impegno con l'Anci - avrebbe detto il sindaco - e ho bisogno di tutti gli effettivi». La verità è che gli appetiti sono molteplici, i partiti e i paesi reclamano punti di riferimento, quelli che le sezioni Pd (ormai in mano da un decennio alle solite 4-5 persone) non riescono più ad offrire.  Il caso Sticciano. Nella frazione dello Scalo, forse la più attiva del Comune, la perdita dell'assessore (Chiavacci) non è stata digerita. Qui la sinistra ha sempre avuto numeri importanti e il partito una rappresentanza in municipio, nelle stanze che contano. Carlo Cortecci, il leader, in un lungo e applaudito intervento, in seno alla direzione, ha denunciato le sclerosi del Pd locale. «Siamo in una situazione tragica. Lo scenario all'orizzone è una nuova Gavorrano. Io mi tiro indietro». Oggi è atteso un comunicato, firmato anche dai consiglieri comunali Paris e Brogioni.  Situazione tutt'altro che tranquilla anche a Sassofortino. Fabrizio Guasconi viene messo in discussione come capogruppo. Potrebbe subentrargli proprio Fenili.  A volte ritornano... Gli assessori che subentreranno a Fenili e Chiavacci non sono dei giovanotti di primo pelo, ma elementi della nomenklatura partitica. Anche su di loro (graditi - pare - a Calvellini) non mancano i mugugni. Carlo Martelli era già stato assessore con Marras e prima ancora consigliere comunale per due mandati. Borri, addirittura, aveva seduto nello scranno ai tempi della Dc.

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