Sicurezza
«Pesanti effetti negativi sul territorio»
Lorenzo Santorelli
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UIL. Gianni Baiocco Documento di Cisl e Uil: misure che non rilanciano la crescita
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GROSSETO. Mentre a Montecitorio la Camera dei deputati votava la fiducia al decreto legge contenente la manovra del governo, i segretari generale di Cisl e Uil di Grosseto, Fabrizio Milani e Gianni Baiocco, illustravano il documento congiunto che nel pomeriggio, «verso le 17», avrebbero presentato al Prefetto. «Siamo preoccupati per le ripercussioni negative che la manovra potrà avere sul nostro territorio - dicono all'unisono i due segretari - ad esempio sui tagli agli enti locali, al trasporto pubblico ed al fondo per la non autosufficienza. Le decisioni intraprese sono squilibrate e contrarie ai principi di equità». Tra le misure più recessive Cisl e Uil citano l'aumento dell'Iva dell'1 per cento, il contributo di solidarietà ridotto al 3 per cento e solo per i redditi superiori ai 300 mila euro e il rinvio della parificazione dell'età pensionabile per le donne senza avere, al contempo, misure adeguate alla tutela della condizione femminile. Le due organizzazioni sindacali però non si limitano alle critiche e rivendicano come meriti delle proprie strategie alcune modifiche apportate alla manovra. «La nostra posizione è più difficile da spiegare mediaticamente rispetto a chi è sceso in piazza. Noi siamo per un percorso graduale di discussione che ha portato alcuni benefici: il ritiro del provvedimento che aboliva i contributi pensionistici derivanti dal riscatto della laurea o del servizio militare; il salvataggio della tredicesima per i dipendenti pubblici; la tassazione al 20% delle rendite finanziarie e la modifica dell'ormai famoso articolo 8 (in casi particolari di crisi e ristrutturazioni aziendali è possibile derogare ai contratti collettivi nazionali ndc) che ha introdotto l'esclusiva titolarità delle organizzazioni maggiormente rappresentative». Cisl e Uil ritengono che la manovra sia «insufficiente a rilanciare lo sviluppo e la crescita» e per questo motivo dicono che la loro mobilitazione sindacale, ancora non sfociata nello sciopero, proseguirà fino a quando il Parlamento non approverà una serie di provvedimenti. «Una vera riforma fiscale a favore di chi ha davvero bisogno, una patrimoniale non solo sui redditi alti ma anche sui beni mobiliari e immobiliari, una tassa dello 0,05% sulle transizioni finanziarie». Accanto a questi misure specifiche, le due organizzazioni confederali chiedono che il governo agisca concretamente sui costi della politica, sulla semplificazione istituzionale, «favorevoli al taglio delle province purché non sia solo un cambio di nome», sulla lotta all'evasione fiscale «coinvolgendo i comuni». Se ciò non dovesse realizzarsi a breve, «da qui ad un mese», Milani e Baiocco annunciano che «le nostre organizzazioni non esiterebbero a scendere in piazza». Inevitabile un riferimento alla Cgil ed allo sciopero indetto la settimana scorsa. «Non neghiamo che possa avervi aderito anche qualche nostro iscritto, ma è stata un'iniziativa che è servita più come valvola di sfogo per la base del sindacato che per ottenere risultati concreti. Fu indetto quando la manovra era ancora in discussione e la Cgil sciopera solo quando ci sono governi di centrodestra». Dopo le bordate arriva però anche la mano tesa. «Creiamo una piattaforma con i punti condivisi dalle varie parti sociali, così Tremonti dovrà prendere i soldi da chi non viene scalfito da questa manovra e investirli in settori nevralgici come infrastrutture e ricerca».
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