La manifestazione
Manciano. Braccio di ferro tra i fedelissimi di Mecarozzi e i dissidenti. Il Pd: «Il sindaco si dimetta»
La giunta è divisa in due tronconi
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MANCIANO. Il palazzo comunale L'esperienza di Comune Aperto rischia di non arrivare a metà legislatura
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MANCIANO. Una giunta azzerata ma soprattutto divisa in due tronconi, una parte fedelissima al sindaco Mario Mecarozzi ed una parte che con i fatti ne prende le distanze. Dopo appena due anni l'esperienza della Lista Civica Manciano Comune Aperto rischia di arrivare al capolinea molto prima del previsto, ma la situazione è in continua evoluzione e non sono da escludere altri clamorosi colpi di scena. Ricapitoliamo i passaggi. Nel 2009 la lista civica Manciano Comune Aperto vince le elezioni e Mario Mecarozzi diventa sindaco. Si tratta di una lista civica che rifiuta connotazioni politiche ma che essendo alternativa a quella di sinistra strizza inevitabilmente l'occhio al centrodestra. Una formula che funziona, tanto è vero che riesce a vincere costringendo per la prima volta la sinistra all'opposizione nel Comune di Manciano. I talloni di Achille vengono alla luce immediatamente dopo l'esito elettorale. La difficile convivenza tra chi proviene da aree politiche diverse rischia di manifestarsi palesemente ma soprattutto emergono sentimenti contrapposti tra chi nelle due precedenti legislature era stato un fedelissimo del sindaco Rossano Galli e chi invece ne aveva criticato l'operato. La prima crepa si manifesta con l'abbandono della maggioranza di Roberto Bulgarini, un assessore molto legato a Rossano Galli che si distanzia non riuscendo ad assimilare il modo assai diverso di interpretare il ruolo di sindaco. Bulgarini se ne va sbattendo la porta, ma nelle settimane successive la sua scelta viene catalogata come una scossa tellurica senza conseguenze piuttosto che come l'avvicinarsi di una tempesta. Nei mesi successivi la giunta è andata avanti tra alti e bassi, magari con qualche mal di pancia interno al Pdl: il sindaco Mecarozzi infatti non intende avere rapporti privilegiati con i partiti rivendicando il ruolo di lista civica. Ovviamente il malcontento nel Pdl non è mai emerso ufficialmente ma cova sotto la cenere. A fine agosto quattro consiglieri di maggioranza, Serena Bulgarini, Eleonora Amaddii e gli assessori Giulio Detti e Roberto Denei comunicano l'intenzione di costituire un gruppo consiliare autonomo. Ufficialmente la motivazione è quella di contribuire al rafforzamento della maggioranza, nella realtà chiedono maggiore collegialità nelle scelte. Una chiara critica e presa di posizione nei confronti del sindaco. I collaboratori a lui più vicini, Mirco Morini, Cristina Petrucci, Inerio Biondi, Marcello Cherubini, Cesare Ciavattini e Andrea Caccialupi rimettono le deleghe, un gesto non soltanto simbolico per dimostrare la loro fedeltà al progetto del primo cittadino. Mecarozzi chiede di fare altrettanto ai quattro componenti del nuovo gruppo ma riceve una cortese risposta negativa. A questo punto il sindaco ritira tutte le deleghe assegnate. Un gesto forte che ha il sapore della sfida. Paradossalmente questa scelta sembra avere dato maggiore forza al gruppo di Denei che qualora facesse mancare il proprio appoggio costringerebbe il sindaco alle dimissioni. C'è chi ipotizza che l'attuale maggioranza sarebbe costretta a richiamare Roberto Bulgarini oppure che potrebbe trovare sponda in qualche consigliere di opposizione. Una eventualità, questa ultima, smentita con forza dal segretario dell'unione comunale del Pd Alessandro Giomarelli: «Non faremo da sponda a nessuno, la priorità per il bene del Comune sono le dimissioni del sindaco». Il sindaco risponde che in questa fase non può rilasciare dichiarazioni, altrettanto fanno alcuni assessori. L'unico che parla è il vicesindaco Mirco Morini: «Ciò che è incomprensibile in questa situazione è che non esistono problemi insormontabili. Nel corso di questa legislatura il sindaco ha assegnato molte deleghe, lasciando ampia autonomia agli assessori. Quando si è sentito dire che c'era l'esigenza di una maggiore collegialità si è sentito tradito anche perché Mecarozzi ha sempre dimostrato di essere pronto al dialogo costruttivo». Le alternative sono tre. Si può ricomporre la situazione; ci potranno essere nuovi ingressi nella maggioranza; oppure terminerà prima della metà legislatura l'avventura della lista civica Manciano Comune Aperto alla guida dell'amministrazione comunale?
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