Il Tirreno

Grosseto

A Roma per protesta e... autostrada

<b>PROTESTA.</b> Leonardo Marras con il sindaco Emilio Bonifazi
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PROTESTA. Leonardo Marras con il sindaco Emilio Bonifazi

Doppio impegno per Marras: «Abolire le Province è un errore»

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 GROSSETO. Doppio impegno per la Provincia e il presidente Marras oggi a Roma, la protesta per la manovra e l'audizione privata al Ministero per le osservazioni al progetto Sat dell'autostrada: «Sarò a Roma insieme a tanti altri amministratori per contestare le misure della manovra correttiva».  «Ma sarò a Roma anche per ribadire il diritto del nostro territorio ad avere un livello di rappresentanza istituzionale che corrisponde all'attuale Provincia». Conclusa la manifestazione, Marra sarà alle 14 in Commissione lavori pubblici della Camera: «Illustrerò le ragioni di enti locali, associazioni, forze sociali, imprese e cittadini della Maremma che non condividono il progetto definitivo presentato da Sat per la realizzazione del Corridoio tirrenico. Anche questo un modo di esercitare la funzione di rappresentanza istituzionale degli interessi collettivi del nostro territorio, in nome dei quali chiederò garanzie precise su forme di pedaggio agevolato per i residenti, un'adeguata viabilità alternativa all'autostrada a sud di Grosseto e sulla realizzazione di una variante per il tratto di Orbetello».  E sul futuro dell'istituzione Provincia: «Credo vada rovesciato l'approccio del Ddl costituzionale che ne prevede la semplice abolizione, privando i territori della loro rappresentanza politico istituzionale. Fa l'altro, tutte le funzioni periferiche dello Stato sono attualmente organizzate su base provinciale: prefettura, sovrintendenza, uffici ministeriali, forze di polizia. Le Province italiane sono perfettamente consapevoli della necessità di una riorganizzazione delle proprie funzioni, e di quella di istituire le città metropolitane nei grandi agglomerati urbani del Paese. Altra cosa è abolire un'istituzione che esiste da 150 anni ed è prevista dalla Costituzione, il cui ruolo è tanto più fondamentale in un territorio vasto, a prevalente vocazione agricola e a bassa antropizzazione come il nostro. In tutto il mondo si vanno affermando distretti omogenei sotto il profilo socio economico cui corrispondono adeguati livelli di decisione politica e amministrativa. In territori come il nostro, pertanto, le prerogative delle Province vanno rafforzate riconducendo ad esse funzioni oggi frammentate tra consorzi, agenzie regionali e amministrazioni statali decentrate, come ad esempio le sovrintendenze. Solo così si semplificherà il mastodontico apparato burocratico, recuperando risorse e migliorando il rapporto con imprese e cittadini».  E Marras chiude con i costi delle Province e della politica. «Le Province rappresentano solo l'1,5% della spesa pubblica (12 miliardi di euro), a fronte di 182 miliardi dell'Amministrazione centrale, 170 miliardi delle Regioni, 73 miliardi dei Comuni e 72 miliardi degli interessi sul debito pubblico. Il costo degli organi politici delle Province, dopo il Decreto 78/2010, è di 35 milioni di euro (circa lo 0,4% dei bilanci) a fronte 461 milioni del Parlamento, 907 milioni delle Regioni e 617 milioni dei Comuni. Mi pare evidente che l'abolizione delle Province è solo un pretesto per non affrontare ben altre emergenze».

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