Il Tirreno

Grosseto

Senza pace i bimbi della Rugginosa

<b>RUGGINOSA.</b> Si svuotano gli armadi, per il trasferimento
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RUGGINOSA. Si svuotano gli armadi, per il trasferimento

Costretti a lasciare la loro scuola, ma la nuova non è pronta

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 GROSSETO. Non conoscono pace dal dicembre del 2010 i bambini e le famiglie della scuola materna di Rugginosa, fino ad allora isola felice immersa nella campagna a nord di Grosseto: 25 bimbi, 2 maestre, una custode, l'orto e una miriade di attività all'aperto, svolte con la collaborazione delle famiglie, dei nonni. Questa poesia, un giorno, di colpo, è stata violentata dalle accresciute dimensioni del vicino deposito Liquigas e dalle conseguenze normative.  Scuola improvvisamente troppo vicina, nuovi piani di evacuazione, bambini troppo piccoli per essere tenuti lì. Prefettura e vigili del fuoco che obbligano il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi a chiudere e disporre il trasferimento.  Oggi, per quei 26 bambini, è il primo giorno nella nuova sede. Non più in campagna (nonostante la maggior parte provenga dall'hinterland nord) ma in un plesso condiviso con medie e serale, la Ungaretti di via Portogallo, in Cittadella. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano, a parte l'insoddisfazione dei genitori (per una soluzione sgradita) e quella di sindaco e assessore, che - a questi chiari di luna - perdono una scuola e si trovano a doverne ristrutturare e adeguare un'altra.  E proprio su questo punto, nell'ultima settimana, si sono registrate le prese di posizione di famiglie e maestre. Sì, perché la nuova struttura che dovrà accogliere i piccoli alunni (età compresa tra 3 e 6 anni) - seppure molto bella - non è ancora pronta. Il trasloco degli scatoloni, con l'essenziale, è stato fatto venerdì pomeriggio.  Ieri pomeriggio i genitori hanno incontrato l'assessore Luca Ceccarelli, l'architetto Camarri e la responsabile dei servizi scolastici del Comune Loredana Cardi. «Sì, c'è stato un positivo chiarimento, ma resta l'amarezza per i trascorsi. Il Comune aveva assunto con noi un impegno ben preciso. Sono passati quasi dieci mesi e nella nuova scuola mancano i mobili (il Cpomune li ha ordinati ndr), il telefono, il campanello e un cancellino adeguato. In pratica non c'è nulla di ciò che avevamo chiesto. Anche gli spazi all'aperto, senza ombra, sono poco utilizzabili e tutti sanno che i primi giorni, soprattutto nelle scuole dell'infanzia, si caratterizzano da lunghe permanenze all'aperto, proprio per facilitare gli inserimenti. Non vogliamo fare polemiche, perché sappiamo come e dove nasce il problema, sappiamo delle difficoltà economiche del Comune. Dispiace però, con riferimento al recente passato, la mancanza di comunicazioni, il fatto che mai - da maggio fino a ieri - dall'ufficio tecnico e dall'ufficio scuola si sia sentito il bisogno di ascoltare o informare almeno il corpo insegnante e l'operatrice della scuola, cioè coloro che in quegli spazi dovranno viverci insieme ai nostri figli».

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