Il dolore
Caos Cri, riunioni in vista
Alfredo Faetti
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CRI. Il comitato locale di Scarlino Saranno convocate per fare chiarezza
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SCARLINO. Qualcosa si muove nel comitato della Croce Rossa di Scarlino. A breve si terrà una riunione convocata dal commissario Alduvinca Meozzi per fare il punto sulla situazione dopo le dimissioni dei quindici volontari "dissidenti". Nessuna delle due parti sembra comunque pronta a spostarsi di un millimetro dalla propria posizione, ma che si riapra il dibattitto all'interno del comitato è da considerarsi come un aspetto positivo, sono convinti a Scarlino. Anche perché negli ultimi giorni a parlare della crisi del comitato non è stato nessuno dell'associazione, ma soltanto soggetti politici, nonostante siano stati proprio loro a predicare di «tener fuori la politica da questa faccenda». Tra l'altro è esploso anche un piccolo caso in cui è stata la vicenda della Cri ad entrare nella politica e non viceversa. Infatti, nel comunicato congiunto di tutti i partiti che compongono la maggioranza sulla vicenda e che è stato redatto gli ultimi giorni della scorsa settimana, c'era anche la firma dell'Idv, senza però che i dipietristi avessero letto prima il documento. L'hanno visto quando ormai era già stato pubblicato sui quotidiani, facendo un piccolo sussulto dato che secondo l'Italia dei Valori la politica non sarebbe dovuta affatto entrare nel dibattito, sorvolando anche sulle dichiarazioni del Pdl, nonostante rappresenti l'opposizione. Nessuna polemica, alla fine: i dipietristi hanno parlato con i colleghi della maggioranza e il caso è stato risolto, anche perché il problema è stato solo tecnico (in pratica non è arrivata al rappresentate la mail). Tutto risolto anche grazie all'intervento di Bizzarri, che ha tirato le orecchie a tutti in questa vicenda: politici, Meozzi e volontari. Però il caso Cri è grande ed è difficile non parlarne. Nel dibattito è entrato anche il terzo gruppo consiliare, la Rinascita. «La situazione sta precipitando: gli incontri e le riunioni che si sono susseguiti niente hanno risolto». Il pericolo, secondo loro, è quello di «ritrovarci con una Cri non più rappresentativa dei bisogni complessivi della comunità, ma con un'associazione diventata solo espressione di una parte dei cittadini scarlinesi». A questo punto «tocca a voi commissari eliminare questo pericolo, evitando interferenze esterne, riprendendo con forza in mano la situazione e facendo in modo che i volontari ritornino a svolgere serenamente il loro servizio».
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