Il Tirreno

Grosseto

Provincia e Comuni insieme a Roma

Sara Landi
<b>PROTESTA.</b> Del presidente Leonardo Marras e del sindaco Emilio Bonifazi
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PROTESTA. Del presidente Leonardo Marras e del sindaco Emilio Bonifazi

Marras guiderà la delegazione di protesta a Montecitorio

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 GROSSETO. Provincia e Comuni maremmani uniti contro la manovra e nell'adesione alla mobilitazione del 15 promossa dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), dall'Unione delle Province italiane (Upi) e dalla Conferenza delle Regioni. Il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente della Provincia Leonardo Marras hanno annunciato le forme in cui la Maremma aderirà alla maximobilitazione.  Se per i Comuni il luogo della protesta simbolica sarà la Prefettura (vedi altro servizio, ndc), Marras guiderà invece la delegazione degli amministratori locali che andrà a Roma. E non sarà solo momento di protesta ma anche di proposta, almeno per quel che riguarda il futuro delle Province. «Rispetto al disegno di legge costituzionale per l'abolizione delle Province presenteremo la nostra proposta di riordino degli enti locali - annuncia Marras - e andremo fino in fondo nel senso che il direttivo dell'Upi ha già deciso che se non verranno ascoltate le nostre proposte si procederà con le dimissioni di massa dei presidenti delle Province. E io non mi tirerò certo indietro a quel punto». Perché, aggiunge Marras, «le Province non hanno paura di affrontare un riordino delle proprie competenze, a patto che avvenga nel quadro di una riforma vera dell'ordinamento dello Stato. Una riforma che risolva i problemi anziché aggravarli». «Quella di giovedì a Montecitorio - chiarisce il presidente Marras - non sarà una manifestazione rituale ma l'espressione di un disagio profondo per gli effetti devastanti che la manovra correttiva dei conti pubblici rischia di avere sul sistema degli enti locali, e quindi sulla vita dei cittadini e sulle prospettive delle imprese che hanno rapporti con le pubbliche amministrazioni. Il combinato disposto dei nuovi tagli lineari e dell'inasprimento dei parametri del patto di stabilità, infatti, ingesserà i bilanci e darà il colpo di grazia alla capacità operativa degli enti che dovranno sospendere molti servizi o, in alternativa, alzare la pressione fiscale a livelli chiaramente insostenibili per aziende e famiglie».  Marras sottolinea anche la novità di una mobilitazione collettiva di tutte le autonomie territoriali: «In questo modo si vuole dire basta sia ai continui tagli dei trasferimenti sia alla progressiva riduzione di autonomia e quindi di democrazia». Come dimostra il caso emblematico del trasporto pubblico locale dove, osserva Marras, «Il previsto taglio del 75% al fondo per il Tpl provocherà lo smantellamento del servizio stesso».

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